venerdì 18 luglio 2014

Il ghiaccio che brucia i cuori

Capitolo 2 - Partenza
Jewel e Alex si svegliarono contemporaneamente all'alba. - Yawn... - Alex si alzò e prese dei vestiti a caso. - Che cavolo fai? Dovremo cavalcare a lungo, prendi dei vestiti adatti! - lo rimbrottò la ragazza, che indossava già un giubbotto imbottito nero, in caso di caduta, e sotto una giacca aderente rosa pallido dal cui colletto sbucava del pelo bianco. I pantaloni da equitazione erano color cenere, mentre gli stivali lucidissimi marrone cioccolato. Il ragazzo sospirò, poi prese i vestiti giusti: - Devo prendere il cap? - chiese. - Ti geleranno le orecchie - rispose Jewel lanciandogli un berretto nero. - Grazie - borbottò Alex intento a vestirsi.
Il sole stava lentamente salendo nel cielo quando i due ragazzi raggiunsero la Piazza Reale dove il sovrano li stava aspettando: - Buongiorno. - disse semplicemente il re, che sembrava di cattivo umore. Daniel, il capo stalliere, e Nina, colei che si occupava di fornire vestiti e oggetti particolari, erano invece belli pimpanti e sorridenti: - Buongiorno ragazzi! Ecco i vostri Unicorni. Wiz partirà con voi, ma arriverà prima - il veterinario porse le briglie ai ragazzi. I due Unicorni non sembravano assonnati, nonostante fosse l'alba. Il grosso rapace arrivò silenzioso e  si posò sul braccio di Daniel. Nina diede ad Alex e Jewel il materiale per i messaggi da affidare a Wiz, compreso un collarino di pelle. - Potete partire - il re e lo stalliere e Nina si avviarono per accompagnare i ragazzi. - Buona fortuna - Sua Maestà lanciò una strana occhiata ad Alex, che però non se ne accorse. Jewel montò con un movimento fluido su Storm, mentre il ragazzo dovette goffamente farsi aiutare dal veterinario che lo guardò male. - Buona fortuna ragazzi! - augurarono Nina e Daniel. I ragazzi fecero un cenno col capo, poi spronarono gli unicorni. Jewel era proprio una cavallerizza provetta, mentre Alex rimbalzava sul dorso di Sidra, che trottava lentissimamente, come un sacco di patate: - Eddai Alex! Trotta come si deve! - sbottò la ragazza senza nemmeno voltarsi. - Certo, per te è facile... - sussurrò sistemandosi sulla sella. - Vieni, prendiamo una scorciatoia - Jewel fece compiere una curva aggraziata a Storm, mentre Alex, fermo poco più in là, nemmeno la sentì. - EHI! - la cavallerizza si stava già innervosendo: - Cosa succede? - chiese con più calma al ragazzo, che stava fissando un punto indefinito del cielo come se si trovasse in un altro mondo. Si riscosse. - Niente, niente - e diede un colpetto deciso ai fianchi della giumenta. Finalmente fianco a fianco, Jewel non riusciva a smettere di osservare il volto di Alex, accigliata. Il ragazzo era crucciato, aveva la testa fra le nuvole. - Seguimi - gli ordinò e lui annuì semplicemente. Un piccolo tronco stava d'innanzi a loro: - SALTO! - avvisò la ragazza spronando lo stallone e con un sorriso soddisfatto lo superò. Alex manco la udì e non fece nulla per aiutare Sidra, che scrollando la testa gli strappò le redini di mano e saltò con pochissima rincorsa. A Jewel salì un moto di rabbia e fermò immediatamente Storm. Alex per poco non ci andò a sbattere e fece appena in tempo a fermare a sua volta la cavalla: - Perché ci siamo fermati? - chiese. - Non so, dimmelo tu! - sbottò la ragazza.Le veniva tanto voglia di prenderlo a pugni. Strinse le redini per non appioppargli un ceffone. Lui la guardò con aria interrogativa. - Hai la testa fra le nuvole! Potevi fare male a Sidra e a Storm! ...Cos'hai? Dimmelo. - Jewel non riusciva a restare calma. - Non... so come spiegarlo. - Alex abbassò lo sguardo. - Dillo lo stesso. - la ragazza lo fissò decisa negli occhi. - Ecco, io lo so... che in due anni che stiamo insieme non... ti ho mai detto cosa provo. Però, erm... se in questa missione dovesse succedere qualcosa a uno di noi due, voglio che tu sappia, qualsiasi cosa succeda, che t-... ti amo. - disse le ultime parole arrossendo fortemente. La cavallerizza affiancò la giumenta, poi si sporse dall'unicorno e abbracciò il ragazzo: - Scemo. Andrà tutto bene. Sei proprio un bamboccio, - Alex tentò di interromperla indignato ma lei lo zittì - senza di non so cosa faresti... - ridacchiò e ripartirono. Dopo varie ore che cavalcavano, giunse l'imbrunire. - Sarà meglio che per oggi ci fermiamo qui - Jewel aprì lo zaino e tirò fuori una tenda pieghevole. Alex la aiutò a piantarla. - Caspita. È davvero minuscola. Dovremo dormire appiccicati - la ragazza fece una smorfia. Il ragazzo invece sorrise, un enorme sorriso malizioso. - Alexander! Non ci pensare nemmeno. Prova a farmi qualcosa e ti taglio le mani. - Jewel era molto dotata nell'intuire i pensieri perversi del suo ragazzo.
- Anf - Jewel si svegliò da un brutto sogno ansimando. Alex invece dormiva saporitamente. Gli sfiorò con dolcezza una guancia, poi uscì dalla tenda. La luna, bianca come il pelo di Storm, brillava nella notte tranquilla. Un brivido percorse la schiena della ragazza ed ella incurvò le spalle. - Papà... - sussurrò. Di suo padre non ricordava proprio nulla. Sentì due braccia cingerla gentilmente. - Mi sono svegliato e non ti ho trovato. Mi hai fatto preoccupare. - Alex era in apprensione. - Vieni dentro, prenderai un raffreddore - la ragazza si lasciò prendere la mano ma invece di seguirlo dentro la tenda lo bloccò abbracciandolo. Lui rispose all'abbraccio. Le lacrime cominciarono a scorrere impercettibili. - Fa freddo - Jewel rimase con appoggiata al petto del ragazzo. - Ci sono io a scaldarti - la rassicurò. - Grazie - sussurrò: - Dovere - sorrise lui. - Perché? - inizialmente Alex non comprese la domanda. Ci ragionò un secondo prima di rispondere. - Perché ti amo - sussurrò dolcemente. - Anch'io - un sussurro altrettanto dolce. - Ho fatto un brutto incubo - confessò Jewel. - Ti proteggo io - Alex sorrise. La sua ragazza, così forte, decisa, ( e a volte manesca!!) ora era fragile. - Non voglio mostrarmi debole! - sbottò frustrata. - Non... Je', ci sono io con te. Va bene essere vulnerabili. - borbottò imbarazzato. Lei singhiozzò e lui le appoggiò le labbra sulla fronte, lasciandole un bacio. Lei gli afferrò la maglietta. Con un fluido movimento Alex la prese in braccio e la portò nella tenda, dove la appoggiò delicatamente. Si abbracciarono, sdraiati. - Dai, ora dormiamo - disse Jewel appoggiando il naso nel collo di Alex. - Va bene - acconsentì. La ragazza gli strofinò il naso nel collo, facendogli il solletico: - Mmah! No... pff... Je'! Mi fai il... aaaah! Mi fai il solletico! - Jewel ridacchiò, poi si fece seria: - Ok, ora dormiamo davvero. E tu... - si fece scherzosamente minacciosa. - Ho capito ho capito! - Alex sospirò, poi, abbracciati, chiusero gli occhi.

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