domenica 20 luglio 2014

Il ghiaccio che brucia i cuori

Capitolo 5 - Fantasmi dal passato
Jewel fissò la misteriosa spia dritto negli occhi. Era il terzo giorno, ancora un po' di viaggio e poi sarebbero arrivati. Jack sospirò: la ragazza l'aveva scoperto. - Alex, qualcuno ci sta seguendo - da un bel po' aggiunse tra sé - e ci osserva - disse la ragazza. Alex la fissò con gli occhi sgranati. - ... - la cavallerizza sguainò il pugnale e smontò da cavallo. Si avvicinò all'ennesimo cespuglio e vi si infilò dentro. Il ragazzo trattenne il respiro: e se fosse stato pericoloso? Jewel riapparve poco dopo, e stava stringendo con una mano il bavero del mantello di un ragazzo fra i ventitré e i venticinque anni. Nell'altra mano impugnava l'arma, puntata alla gola del misterioso uomo. Lo strano ragazzo sorrise ed Alex inarcò le sopracciglia. Si spostò il ciuffo biondo e lo fissò con sufficienza. - Allora? Cosa vuoi da noi? Perché ci stai seguendo? - ringhiò Jewel pungolandogli la gola.  - C-così n-non respiro - rispose con voce strozzata. La ragazza mollò all'improvviso il bavero del cappotto e l'uomo cadde in ginocchio. - Puoi riporre il pugnale. Non sono qui per farvi del male - Jack lanciò una strana occhiata all'arma di Jewel. - Questo lo decido- lo decidiamo noi. - si impuntò la cavallerizza. - Mi chiamo Jack e vengo dal passato. Mi manda Mack, l'Eroe, per darvi una mano. - spiegò il ragazzo. Questa volta fu Alex a parlare: - E dovremmo crederti? - chiese con calma, impassibile. Sembrava già convinto della storia raccontata dall'uomo.  Jack abbassò lo sguardo, poi si sfilò il mantello, e, nonostante il freddo polare, anche la maglietta. Jewel ne ammirò il petto scolpito e le braccia muscolose: lui si voltò, mostrando una spalla. C'era tatuato un fiore dai petali bianchi con una riga dorata al centro. - Questo me lo fece mio padre, simboleggia i fiori che hanno portato la tragedia nella pianura. ... E poi, Jewel, non ti ricordi di... me? - aggiunse piano. Jewel sussultò. - Per ora ti crederemo - disse frettolosamente la ragazza. Oltre a non riuscire a comprendere come quell'uomo sapesse il suo nome, non riusciva a smettere di fissare i suoi occhi: uno era grigio, come quelli di Alex, l'altro era color caramello, quasi simile al miele. Ignorò i fastidiosi pensieri: - Io sono Jewel - si presentò, dimenticando volutamente che lo sconosciuto lo sapeva già. Quello fece un sorrisetto affabile. - E io mi chiamo Alexander, abbreviato Alex - il ragazzo abbassò involontariamente gli occhi quando quelli di Jack lo scrutarono a fondo. - E per cui tu saresti...? - l'uomo fece passare lo sguardo fra i due ragazzi. Entrambi arrossirono, poi Alex prese coraggio ed alzò la testa: - Sono il suo ragazzo - rispose con un pizzico di orgoglio e lanciò uno sguardo di sfida all'uomo, poi subito se ne pentì quando egli gli restituì uno sguardo infuocato. Ripresero il viaggio. Jewel non riusciva a fidarsi di Jack, eppure si sentiva innegabilmente attratta da lui e dai suoi occhi bicolore.
Rimasto un attimo indietro, il misterioso uomo si fermò a parlare un attimo con se stesso: - E così la mia piccola ha già un ragazzo... - sospirò.

Nessun commento:

Posta un commento