martedì 22 luglio 2014

Il ghiaccio che brucia i cuori

Capitolo 7 - Sentimenti contrastanti
Jewel sbuffò, irritata. Aveva dovuto passare la notte in bianco per colpa di Alex, che stava tutt'ora avendo lo stesso orribile incubo che aveva quando si era addormentato. Vabbe' che vedere il suo ragazzo così contrito le faceva male, ma Alex stava invadendo la sua parte di letto e la tenda era già minuscola di suo senza che nessuno le rubasse altro spazio. Scivolò silenziosamente fuori dalla tenda: era l'alba. Sospirò, poi si ributtò sopra il sacco a pelo: " Posso dormire ancora un po' " pensò esausta. Si sentì improvvisamente afferrare la mano. - J-jewel - la ragazza lo guardò sbigottita, poi si accorse che Alex stava ancora sognando. Gli strinse forte la mano e lui si rilassò: - Non mi lasciare mai - biascicò nel sonno. - Non lo farò - rispose la ragazza sorridendo. Sospirò, poi staccò la mano dalla sua con un colpo deciso e strisciò fuori. Il sole le accarezzò il viso: " Chissà se Jack si è già svegliato..." i suoi pensieri correvano imbizzarriti, saltando di palo in frasca. Un raggio illuminò anche l'interno della tenda, disegnando un'aureola attorno alla testa di Alex. Indecisa sul da farsi, se andare a vedere se Jack era già in piedi o riprovare a dormire, decise di rientrare, colta da un'impeto di tenerezza: " M-ma Alex non è tenero... è c-carino, ecco! No... è proprio tenero così...". Il ragazzo aveva i capelli biondi che scintillavano alla luce del sole, a metà fra il color grano e l'oro metallico. Due ciuffi gli spuntavano dalla testa come delle piccole orecchie da gatto: Jewel si sdraiò davanti a lui e iniziò a carezzargli dolcemente i capelli morbidi. Gli accarezzò una guancia, poi lo baciò. - Il mio piccolo scemo... - borbottò sorridendo. Iniziò con un dito a tracciare il profilo del suo viso, passando per il naso, poi sulle palpebre abbassate e infine sulle labbra, che gli sfiorò con due dita. Lui aprì gli occhi e la fissò con dolcezza. Lei arrossì ma rimase immobile. La mano con cui gli stava accarezzando il viso si fermò. Il ragazzo gliela prese, e tenendola nella sua se la fece passare sul viso. Restarono un po' così, a guardarsi negli occhi e carezzarsi con dolcezza. Lei si tirò a sedere e Alex la imitò, attirandola a sé in un abbraccio. Gli poggiò la testa sul petto, mentre lui si attorcigliò attorno al dito una lunga ciocca dei suoi capelli castani. Si scambiarono velocemente un bacio, poi Jewel si staccò borbottando goffamente un " ti amo". Alex la guardò con lieve disappunto, borbottando anche lui in risposta " anch'io ".
 La ragazza uscì per prima dalla tenda. Nell'aria sentì un delizioso profumino, segno che Jack era già in piedi e aveva cominciato a preparare la colazione. - G-giorno - disse imbarazzata passandosi una mano fra i capelli: - Buongiorno! - esclamò l'uomo voltandosi e sorridendo, per poi arruffarle gentilmente i capelli. - Dormito bene pic-...? Non hai una bella cera, Jewel. - Jack si morse la lingua: " piccola" non era molto adatto alla loro situazione. Alex arrivò dietro Jewel, lanciando un'occhiataccia all'uomo e rivolgendogli un piccolo ringhio d'avvertimento. Jack scosse piano la testa, in apprensione, prima di cercar di sfiorare gentilmente una guancia della ragazza, che scostò però la testa di lato, mordicchiandosi il labbro. Stava provando sentimenti alquanto contrastanti: da una parte, se accettava i gesti affettuosi di Jack, il suo ragazzo era geloso. Dall'altra, se passava più tempo con Alex, l'uomo non faceva che guardarlo male. Si prese la testa fra le mani: perché doveva essere tutto così complicato? Amava Alex, ma non poteva negare il legame speciale che la univa a Jack. I due la guardarono stupiti, prima di tornare a dedicarsi a ciò che stavano facendo: l'uomo riprese a preparare la colazione, mentre Alex iniziò ad affilare la sua spada. Jewel si sedette sconsolata su un ceppo, senza fare nulla in particolare. - La colazione è pronta! - annunciò Jack con forzata allegria. Si misero a mangiare in un imbarazzato silenzio: - Che facciamo oggi, Je'? - fu il ragazzo biondo a interrompere l'atmosfera tetra. Era chiaro fin da subito che era lei il capo. Lei ci pensò un attimo: - Mmmm... anche oggi perlustrazione, finché non scopriremo qualcosa di interessante. - decise. Alex e Jack si scambiarono per la prima volta un'occhiata non in cagnesco, dubbiosa. - Se siete d'accordo, ovviamente! - aggiunse frettolosamente la ragazza. Perlomeno le cose fra i due si erano un po' raffreddate... non fece in tempo a pensarlo che i due distolsero bruscamente lo sguardo. Sospirò: le cose fra il ragazzo e l'uomo sarebbero mai andate bene? Non lo sapeva. Alex guardò Jewel e Jack sospirare contemporaneamente. I loro gesti, il modo di parlare, di sorridere, erano identici in tutto, solo che non se ne accorgevano. A fine giornata erano esausti: avevano esplorato la zona fra la montagna e il mare, senza soffermarsi sulla radura. Jack, nonostante fosse distrutto, si ostinava a voler camminare. Alla fine Jewel lo costrinse a salire dietro di lei, su Storm. Ritornarono all'accampamento. Alex e la ragazza stavano per infilarsi nella loro tenda, quando il ragazzo si fermò a fissarla con un'espressione buffa. Lei lo guardò stupita, poi entrambi scoppiarono a ridere, e scuotendo la testa entrarono.

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