domenica 27 luglio 2014

Il ghiaccio che brucia i cuori

Capitolo 12 - Premonizioni
Clop- clop cric- clop facevano gli zoccoli degli unicorni sulla neve. Finalmente, dopo una settimana circa che cercavano di capire qualcosa di più sui fiori blu e sui frammenti del passato, erano arrivati ad un buon punto, anche se non erano sicuri del collegamento fra di essi. Jewel guardò accigliata Jack: lui sapeva di sicuro qualcosa di importante, che però non voleva dirgli. - Allora? Lo senti il frammento? - domandò l'uomo alla ragazza. Anche se non aveva fatto schiudere lei il grande fiore, era accaduto un fatto mai successo prima: si era dimostrata reattiva alle immagini che esso le inviava, quasi sempre mostravano più o meno chiaramente dove si trovavano i frammenti. Essi potevano essere i più disparati oggetti: un brillantino, una conchiglia, una volta una collana con un piccolo ciondolo cuoriforme, azzurro. Gli oggetti erano chiaramente connessi alle immagini del passato. - Non è molto chiaro... - rispose la cavallerizza. - Forse abbiamo sbagliato - disse pensierosa. Jack le diede una pacca gentile sulla coscia: era tornato affettuoso come sempre, e, quando lei si era scusata per il comportamento brusco dei giorni precedenti, le aveva sorriso " Non c'è problema". Alex sbuffò spazientito. - Dannati frammenti... - borbottò fra i denti. All'improvviso Jewel alzò lo sguardo di scatto: - Andiamo! - esclamò lanciando Storm al galoppo. Il biondo strizzò gli occhi: da poco era cominciata una bufera di neve e non riusciva più a vedere la sua ragazza. Spronò la sua giumenta, mentre Jack gli correva a fianco: lo afferrò per un braccio e con non poco sforzo lo issò dietro di sé. - Ma quanto accidenti pesi?! - l'uomo ghignò mentre galoppavano nella tempesta. - Jewel! - esclamò intravedendola. Smontarono da cavallo. - Shh - gli fece segno lei poggiando un dito sulle labbra. In mezzo alla neve, incurante della bufera, un uccellino così scuro da sembrare blu, becchettava tranquillo. La ragazza si abbassò, poggiandosi sui talloni. Allungò una mano e partì il consueto bagliore. " Una violenta valanga. Cosa poteva essere se non una valanga? Una terribile tragedia seguita dal ghiaccio che non risparmia niente e nessuno. Le persone che fuggono come cerbiatti spaventati. E lui, il tenebroso, che rimane a fronteggiare il pericolo. Lui non ha paura, ha la magia dalla sua parte. Il ghiaccio raggiunge gli umani, pietrificandoli in immobili statue: raggiunge perfino il tenebroso. Allunga una mano, impavido. Uno scintillio sulla punta delle dita. Uno sfarfallio e un attimo dopo un uccellino della grandezza di un passerotto svolazza dove il ghiaccio non lo può prendere. Contempla i suoi cari, impassibile. Sbatte le ali, il ghiaccio passa oltre. Si volta. Ciò che ha fatto se lo porterà dentro per sempre, imperdonabile. Nonostante fosse a conoscenza del pericolo, ha voluto provarci. Ed ha fallito. Ora, per l'eternità, deve portar con sé il dolore di ciò che ha fatto. E con questi ultimi pensieri si libra nel cielo grigio, grigio come i suoi occhi, in alto, sempre più in alto, dove nessuno lo può vedere.". L'uccellino è scomparso ed un grande gelo si impossessò di Jack. - Codardo - sussurrò. Jewel lo sentì e si voltò a guardarlo meravigliata. - Jack? - lo chiamò timorosamente. Ogni qualvolta trovano un frammento che mostra la tragedia l'uomo diventa terribilmente strano e le fa un po' paura. Scosse la testa. - Non c'è più nulla qui - mormorò Jack come per autoconvincersene. Il giorno dopo lui e Jewel andarono alla radura per avere altre immagini. La ragazza si sedette davanti al grande fiore, con le gambe incrociate e gli occhi chiusi. L'uomo le si mise di fianco, in silenzio. Restarono così per un po', mentre la fronte della cavallerizza si faceva sempre più imperlata di sudore e la sua espressione sempre più tesa. - Ggh - digrignò i denti. - JACK! - gridò spalancando gli occhi, con il fiato corto come se avesse appena fatto un brutto sogno. - Sono qui - le accarezzò i capelli. Lei lo guardò confusa. - Ma, ma, tu... - balbettò agitata. - Shh - la  abbracciò, e lei iniziò a piangere. - Cos'hai visto? - le chiese quando si fu calmata. - Eravamo in m-mezzo ad una t-tempesta e t-tu... t-tu... - gli occhi le si riempirono di lacrime, minacciando di uscire di nuovo. - io...? - la spronò dolcemente a continuare. - Te ne andavi - pronunciò in un soffio. - Oh, piccola... - la sensazione di gelo nel petto dell'uomo gli strinse dolorosamente il petto, mentre cercava di scacciarla stringendo ancor di più la ragazza.

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