giovedì 31 luglio 2014

Il ghiaccio che brucia i cuori

Capitolo 16 - Distrutto
- Stamattina mi sono svegliata e ho provato un impulso irresistibile di andare alla ricerca di frammenti. Ho fatto un salto alla radura, ma le immagini erano confuse. Mi sono messa comunque d'impegno, e questa è ciò che ho trovato - mostrò loro una lettera.
" Caro padre,
ne sono passati venti di anni da quando mi abbandonasti al mio destino con Silver. Venti anni, ed ora io ne ho ventitré, ed ho scoperto di avere il dono dell'immortalità. Non so dove tu sia, ma Silver ti troverà sicuramente e ti consegnerà la mia lettera. Non so se la mia rabbia verso di te è giusta o no, ma ciò che penso è che è stato un gesto di codardia abbandonare tutti, i tuoi cari, la tua famiglia, al crudele ghiaccio che ha ricoperto la valle. Non credo che ti perdonerò mai, e se un giorno ci incontreremo, io non ti riconoscerò, è una promessa. Confido nel tuo leale stallone che ti porti il mio messaggio, oppure lo affidi alle onde che eternamente lo proteggeranno.
Ricorda, che io non dimentico, e non ho mai dimenticato
Tuo, Ja.." la lettera era strappata in fondo. - Jewel, dammi la lettera. La terrò io - ordinò l'uomo, scuro in volto. Una specie di sentore di pericolo si attivò nella ragazza. - N-non ti preoccupare, la metterò fra gli oggetti della missione. - balbettò ficcandosela in tasca. E sparì nella tenda. - Mmm... finalmente un po' di tempo per noi due - dichiarò languida Violet. Il ragazzo si passò una mano fra i capelli color grano, a disagio. Lei gli si avvicinò, ed iniziò ad accarezzargli il viso. - Perché non ti decidi a metterti con me? - chiese provocante. - P-perché... i-io sto già con Jewel - balbettò poco convinto. - E allora lasciala - disse ragionevolmente, come se fosse la scelta più ovvia. - Io... sono bella, no? In fondo lei... è una cessa, dai! - Violet era così piena di sé! - N-... - la ragazza si avvicinò ad un soffio dal suo viso e fece per baciarlo, quando Jewel risbucò dalla tenda. - Ale-... - si bloccò, raggelata. Il ragazzo spinse via Violet. - Ah è così? Solo perché non ho voluto fare certe cose con te allora vai con un'altra? Solo perché lei è più carina di me allora scegli lei? SOLO PERCHÉ LEI È MEGLIO DI ME ALLORA NON TI PIACCIO PIÙ? È COSÌ? NON MI AMI PIÙ? SOLO PERCHÉ C'È LEI? - la ragazza stava gridando, prima di scoppiare in un pianto isterico. - Ma Jewel... - la voce del ragazzo suonò come un pigolio soffocato. - Stai zitto! Ti odio! - esclamò correndo via. Alex si sentì smarrito. E distrutto. " Ti odio!" nella sua testa continuavano a rimbombare solo quelle parole. Jewel lo odiava. Ed era stupidamente colpa sua. E di Violet. Ma non voleva pensare a lei, non ora. Intanto la cavallerizza aveva trovato Jack, e si era rifugiata tra le sue braccia. - ...? - l'uomo l'abbracciò sorpreso. - Alex... - singhiozzò lei a mo' di spiegazione. - Non è giusto! - sbottò piangendo - Non è giusto! - continuò a singhiozzare contro il suo petto. - Lo so piccola, lo so - Jack digrignò i denti. Se Alex non gli stava per nulla simpatico, ora proprio... come osava far soffrire così la sua Jewel?

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