lunedì 14 luglio 2014

La primavera nei tuoi occhi

Capitolo 11 - Flashback
Dai ricordi di Cass:
" Sono tanto, tanto triste. La mamma non smette un attimo di piangere, e io per non farla preoccupare piango solo di notte, con il viso affondato nel cuscino. Ho davvero paura che sia colpa mia, mamma e papà litigano sempre e spesso si arrabbiano anche con me, oppure mi mandano dalla nonna. Lei è tanto buona, mi da i biscotti o le caramelle che a casa non posso mai mangiare, mi lascia giocare nel suo grande salotto, la nonna ha una grande e vecchia casa " giapponese", e un po' di tempo fa aveva anche un grasso gatto rosso, Felix.. Spesso mi porta a giocare dal mio migliore amico, non abita molto vicino ma mi ci porta lo stesso. Voglio un mondo di bene al mio migliore amico. Saremo amici per sempre, e non sarò mai triste finché lui sarà con me, lo giuro. E poi mi ha fatto scoprire un posto bellissimo, dove ci sono tanti fiori blu. Quando sono dalla nonna spesso ci vado da sola. Mi fa sentire felice.
Oggi però non riesco ad essere felice. I miei compagni mi hanno preso in giro tutto il giorno e a casa mamma e papà mi hanno sgridata perché ho preso una brutta nota in matematica. Mentre litigavano fra di loro mi sono cambiata e sono uscita silenziosamente di casa. Ho camminato fino a casa della nonna, a volte piangendo, a volte no. Poi sono andata alla radura e li ho pianto a dirotto. Mentre piangevo ho visto un'ombra nera sotto il Grande Fiore. Mi sono avvicinata ed è sgusciato fuori un cagnolino grigio scuro con il pelo morbido e scompigliato come i miei capelli al mattino. Ha fatto un piccolo ringhio, poi ha scodinzolato e mi ha leccato le lacrime facendomi ridere. Mi ha mordicchiato le mani e ha cominciato ad inseguirsi la coda: - Ahi! Che dentini! - ho aspettato che smettesse e poi l'ho afferrato. - Da oggi ti chiamerò Conall. - ho sussurrato annusando il suo forte odore di bosco.
Ho sentito un fruscio ed è apparso il mio migliore amico.
- Ah. Sei qui - ha detto guardandomi attentamente con i suoi occhi grigi.
Subito gli ho presentato il mio amichetto peloso.
- Non è un cane! - ha esclamato. - E come fai a dirlo? E se non è un cane cos'è? - le domande non sono mai state il mio forte.
- Ma è ovvio, si vede! - ha iniziato a fare il saccente. - Allora Mr. Saputello se non è un cane cos'è?! - sono sbottata zittendolo. - È un lupo... - il suo fare rassegnato mi ha irritato. - E allora? - gli ho chiesto. - Be', non puoi tenere un lupo in casa! - ha risposto con fare pratico. - Sì che posso! Lo terrò dalla nonna! - mi sono impuntata.
Così tutti e tre siamo andati felicemente dalla nonna, che nonostante fossi sparita da cinque ore non mi sgridò e mi permise di tenere Conall. I miei genitori erano fuori di sé dalla preoccupazione tanto che non si arrabbiarono nemmeno e ricorderò per sempre il giorno in cui trovai il mio guardiano più fidato."

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