martedì 15 luglio 2014

La primavera nei tuoi occhi

Ultimo capitolo - I fiori del destino
- Dottore! La prego, mi dica, sopravviverà vero? - la disperazione aveva lasciato il posto all'agitazione. - Calmati ragazzo. Cos'è successo? - il dottore mi da già su i nervi. - Di preciso non lo so, so che è stata morsa da un serpente e i graffi glieli ha provocati il suo... - "cane"? " lupo"? Non so che dire, quando una voce tonante mi interrompe. - Glieli ha provocati il suo lupo per proteggerla. Buonasera, io sono il padre di Cassandra. - sono sorpreso. Ha i capelli corti, dello stesso colore della figlia, e gli occhi di forma diversa,occhi bui,stanchi e cinici. Nonostante tutto però, il suo viso solcato dalle rughe appare aperto e gentile. - Tu devi essere Romeo, giusto? - il suo tono è burbero ma qualcosa mi dice che sa essere amichevole. - Uscite per favore dalla stanza. Vi chiamerò quando si sveglia. - il dottore sembra stanco anche lui. Io e il padre di Cass ci ritiriamo nella sala d'attesa. Sono le 23:20. - Parliamo, ragazzo. - ora mi pare un tipo piuttosto all'antica. - ... - apro la bocca, poi la richiudo. - Comincio io - dice risoluto. - Vorrei ringraziare te e tuo padre. Tuo padre per avermi avvisato e raccontato tutto. So che forse pensi che non gli importi molto di te, ma lui ti vuole bene. Come io ne voglio a Cassandra. Non so perché ma ha sempre odiato il suo nome, e anche me probabilmente. Ma, voglio ringraziarti, ragazzo, per essere stato il suo unico caro amico. E, sai, non mi sono mai pentito tanto in vita mia che quando la allontanai da te. All'epoca pensavo che fosse giusto, che si sarebbe fatta altri amici, ma lei voleva te e solo te. Tu le hai restituito il sorriso ed io te ne sono grato. Grazie, Romeo, grazie di aver dato a mia figlia ciò che si meritava. Ora lo so che lei mi odierà, e forse anche tu nel profondo provi rancore per me per averla sempre fatta soffrire, però voglio sapere una cosa: la ami? Rispondi sinceramente. - quell'uomo, quello che avevo sempre visto come un mostro, ora si asciuga in silenzio le lacrime, lacrime che racchiudono un dolore più profondo di quanto pensassi. È pentito, si è pentito. Mi fa compassione. - Signore, io non la odio, e nemmeno Cass, anche se potrebbe sembrarle così. Cass le vuole un bene immenso e non ha certo avuto vita facile, ma la perdonerà, se le darà ciò che non ha mai ricevuto da lei. E sì, la amo, ora più che mai. - concludo la frase alzando lo sguardo. 00:01. Il padre di Blue sembra impietrito. - Tesoro... - sussurra. Mi volto di scatto. Cass è lì, è in piedi, aggrappata alla maniglia, è lì, è viva! - Papà... - il suo sussurro è accompagnato da un sorriso dolce. - Hai... hai sentito tutto? - domando imbarazzato: - Abbastanza - risponde lei abbracciandomi. - Abbastanza da poterti dire che anch' io ti amo - bisbiglia nel mio orecchio, poi si scosta ma continua ad appoggiarsi a me. - Papà - la sua voce si incrina, gli occhi pieni di lacrime. - Blue - lui sembra altrettanto pronto a mettersi a piangere di nuovo. Cass si trascina fino a lui, e lo abbraccia: - Da oggi, chiamami Cass, papà - dice, poi inizia a singhiozzare e in un attimo stanno già piangendo tutti e due. Scivolo lentamente fuori dalla stanza, dove mio padre e Conall stanno aspettando pazientemente. Mio padre mi lancia uno sguardo teso, preoccupato, e il lupo alza il muso e guaisce. Io mantengo la mia espressione indecifrabile per un secondo, poi sorrido: - Tutto è bene quel che finisce bene -



Fine

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