giovedì 10 luglio 2014

La primavera nei tuoi occhi

Capitolo 4 - Snob
È ora di pranzo. Il mio gruppo di amici, cioè tutti i ragazzi e le ragazze più popolari della scuola, mi raggiungono. Victoria, la ragazza più bella della scuola, mi mette  sensualmente un braccio attorno alle spalle. - C-co... - sto per chiederle, ma lei inizia a parlare: - Ehi, Romeo... sai, oggi ti abbiamo visto con quella sfigata, quella strana... stavate parlando, voi due soli, in biblioteca... - mi dice, e nella sua voce colgo una vena di disprezzo e odio. Victoria è alta e magra, con lunghi capelli biondi e lucidi, e due occhi freddi, azzurri. È completamente diversa da Blue anche di carattere. " perché stai paragonando lei a quella?" mi chiede la vocina disgustata. " Inoltre, conosci Victoria da molto più tempo. Sai bene che è divertente, simpatica, bella, e popolare... e di quella? Ti sembra simpatica ma è pericolosa, bello!" la vocina è carica di cattiveria e mi domandò se lei faccia davvero parte di me. - Oh, ma taci!  - sbotto infuriato ad alta voce e i miei amici mi guardano sorpresi. - S-scusate - dico, guardando Victoria che ha uno sguardo inviperito. - È meglio che ti dai una calmata, Romeo - dice, sta già pensando a come vendicarsi di Blue. " Non è che ti stai innamorando di lei?" dice la vocina, conciliante e al tempo stesso maliziosa. " Neanche per sogno!" ribatto, mentalmente stavolta.
 - Andiamo in mensa, ragazzi - dico e tutti annuiscono. Mentre camminiamo, noto Blue, che ha il viso sprofondato in un libro. - Pssst! - le faccio, e lei alza gli occhi, incontrando i miei. Le faccio segno di unirsi a noi. Lei scuote la testa, testarda. Mi schiarisco con nonchalance la gola e inizio a parlare ad alta voce: - Ehi Blue! Vuoi venire a pranzare con noi al nostro tavolo, oggi? - le domando allegramente. I ragazzi rimangono impassibili, mentre le ragazze fanno smorfie disgustate, e Victoria le lancia uno sguardo al vetriolo. - No grazie - declina Blue, ignorando le smorfie e gli sguardi malevoli che le vengono lanciati. E per la seconda volta nella giornata, perdo le staffe e le lancio uno sguardo stizzito.

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