domenica 31 agosto 2014

Happy Birthday, Romeo!

One-shot
- È tutto pronto? - Cass camminava nervosamente avanti e indietro, guardando l'orologio. - Dov'è Sam? - chiese per la centesima volta. - Non è ancora arrivato - rispose una vocina flebile dal fondo dell'aula. Avevano deciso, anzi, Blue aveva deciso, di ritrovarsi a scuola, per andare nel luogo concordato per la festa. Emise un basso ringhio: - Giuro che se non arriva tra cinque minuti gli stacco personalmente la testa - disse. La porta si spalancò di colpo: - Scusate per il ritardo! - esclamò il migliore amico di Romeo entrando rapidamente nell'aula, con il fiato corto. Venne fulminato da Cass, seguito da un'occhiataccia di disappunto dei presenti. - Ci siamo tutti, ora? - la ragazza si guardò attorno: c'erano Leo, Sam, quella smorfiosa di Victoria, gli altri innumerevoli amici di Romeo, suo padre, la sorella Veronica, e una ragazza sconosciuta che sorrideva a tutti. "Non mi ricordo di averla invitata" pensò, poi accantonò il pensiero. - Allora andate, mentre io chiamo Romeo - ordinò. Tutti uscirono e si diressero verso un piccolo locale che di giorno era un bar e un luogo di ritrovo per gli studenti, mentre di notte diventava una discoteca che si riempiva abbastanza facilmente, con la rara presenza di cantanti e dj famosi. Tirò fuori il cellulare, iniziando ad avviarsi anche lei. - Tuuuut tuut - fece il telefono. "Eddai, rispondi" alzò gli occhi al cielo: era grigio come gli occhi del suo ragazzo ma non c'erano nuvole. - Pronto? - si riscosse in fretta. - Ehm, Romeo? Ciao - cercò di non sembrare titubante. - Cass? Che succede? Stavo andando a casa... - il ragazzo non sembrò notare l'agitazione nella voce di Blue. - Potresti venire qui? È... un'urgenza - finse un tono disinvolto. - Va bene, chiedo a mio padre se-... - venne interrotto dalla ragazza: - No! Cioè... se prendi il bus farai prima, no? - non poteva certo dirgli dov'era davvero suo padre. Iniziò a piovere: - Uhm, Romeo... st-... la connessione... - il cellulare emise un bip stridulo prima di rifiutarsi di continuare la chiamata e spegnersi. Romeo fissò il telefono perplesso, mentre saliva sul primo bus che gli capitò. Gli era sembrata parecchio strana Cass, e poi cosa poteva esserle successo per essere un'emergenza? Sentì qualcuno dargli involontariamente una gomitata nel fianco e allora notò che il bus era strapieno: riuscì per un pelo a catapultarsi fuori due fermate prima, per continuare a piedi. Davanti all'entrata del bar non c'era nessuno, per cui presumeva che Blue fosse dentro. Un po' in ansia aprì la porta. All'interno, al buio e in silenzio, Cass cercava di mantenere la calma fino a che la porta non si fosse aperta. - Magari ha sbagliato locale - insinuò qualcuno. - Forse il bus è in ritardo - ribatté qualcun'altro. - SHHH! - sbottò, quando la porta si aprì. Era tutto buio, non si vedeva nulla. - Cass-... - la luce si accese all'improvviso: - BUON COMPLEANNO ROMEO! - esclamarono tutti all'unisono. Il locale era decorato con festoni colorati e ovunque svolazzavano palloncini di varie forme e dimensioni. Il ragazzo rimase immobile, a bocca aperta. Blue lo raggiunse: - Allora? Ti piace? - gli chiese, sorridendo come se fosse il suo, di compleanno. - È magnifico... - rispose, guardandosi attorno. Ad uno ad uno gli invitati gli consegnarono i regali e gli fecero gli auguri. Cominciò suo padre: - Papà?! Anche tu, qui? - l'uomo scoppiò a ridere. - Buon compleanno, figliolo - disse, porgendogli un pacchetto di media grandezza. Lo aprì. Era un telefono nuovo e dall'aspetto piuttosto costoso. - È da parte mia e della mamma, che è molto dispiaciuta di non aver potuto esserci - gli sussurrò in un orecchio. - Grazie - . Poi fu il turno della sorella, che gli diede un astuccio dalla strana forma. Leo gli regalò un cappello e Sam una macchina fotografica, Victoria un portachiavi e la strana ragazza gli donò un ritratto incredibilmente somigliante. Per ultima fu il turno di Cass, che gli porse una scatolina blu. La aprì: conteneva una collana con una medaglietta nera, inciso un cuore e "Cass". La ragazza si sfilò la giacca, rivelando una catenina uguale con la sola differenza che al posto di "Cass" c'era inciso "Romeo". - Buon compleanno, Romeo - sussurrò, per poi infilarsi fra i ragazzi per mangiare qualcosa. Si ritrovarono quando il dj mise la musica. - Mi hanno detto che devo ringraziare te per questa bellissima festa - le si sedette accanto. - Hm - rispose, imbarazzata. - Non ho fatto chissà cosa - replicò, abbassando lo sguardo. - Sono le piccole cose a fare la differenza - ribatté Romeo, gli occhi lucidi dalla commozione. - Grazie di tutto, Cass - affondò il viso nella sua spalla, concedendo alle lacrime di solcargli il viso. - Ti amo tanto, Romeo - rispose piano, mettendogli una mano fra i capelli e carezzandoli con dolcezza. All'improvviso alzò la testa di scatto, mentre risuonavano le note di Summer: - Questo è il mio brano preferito! - esclamò, alzandosi e prendendolo per mano. - Vieni! - si asciugò gli occhi e sorrise. Quel giorno, in pista, non pensarono più a niente, se non a ballare, i cuori che seguivano lo stesso ritmo.

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