venerdì 1 agosto 2014

Il ghiaccio che brucia i cuori

Capitolo 17 - Vendetta
- Ti amo Alex! Ricordatelo! Ricordati che ti amo! - Jewel si svegliò gridando, con le lacrime agli occhi. Si tirò a sedere, asciugandosi gli occhi con il dorso della mano, stringendo i denti per non mettersi a piangere. Guardò il ragazzo di fianco a lei che dormiva saporitamente: per fortuna non si era svegliato. - Lo so Jewel, lo so - rispose nel sonno. La ragazza arrossì, cercando un segno sul viso  del biondo che confermasse che fosse sveglio. Non lo trovò, e sospirò sollevata. Le ultime settimane erano state un incubo: litigi, incomprensioni, ricerche estenuanti... di tutto e di più, e ciò aveva messo a dura prova la sopportazione di Jewel che, quando aveva visto Violet ed Alex baciarsi, era esplosa. Quella era proprio la goccia che aveva fatto traboccare il vaso. E così gli aveva gridato " Ti odio!" ma, ovviamente, non era vero. Lo amava, eccome se lo amava, ma perché non fargli credere ancora un po' che lo odiasse? Dopotutto non era giusto che fosse sempre lei a soffrire...
Alex fissò il contenuto della sua tazza per non dover guardare altrove. Si accinse a spiare di sottecchi gli altri: Jewel evitava a tutti i costi il suo sguardo, furiosa, Jack lo fissava con astio e Violet guardava il trio soddisfatta. " Non potrebbe andare meglio di così" constatò abbattuto fra sé. Riabbassò lo sguardo quando per sbaglio incontrò gli occhi della sua ragazza, che lo fulminò con un'occhiataccia. Cominciarono, ancora una volta, le ricerche dei frammenti. Ognuno era stanco, esausto, a parte Violet che era allegra e pimpante. Mentre percorrevano un sentiero piuttosto tortuoso, il biondo la vide accasciarsi in ginocchia. Senza esitare, la raggiunse. - Violet! Stai bene? - la ragazza si alzò. - Alex - disse seria, con uno strano scintillio negli occhi violacei. - Le persone del passato non possono restare per sempre in un'altra epoca. Devono ritornare in quella in cui sono vissute. Per cui ora ti chiedo: vuoi abbandonare tutti, Jewel, la missione, e venire con me? Nel passato potrai goderti la vita, con me, senza più preoccuparti di nulla e di nessuno. - attorno alla ragazza iniziarono ad apparire delle luci brillanti. Afferrò le mani di Alex. - Violet, io... mi piaci, sì, ma... è difficile scegliere così, su due piedi... - il ragazzo era molto confuso. Violet fluttuò: cercava di rimanere ancorata al terreno, ma riusciva a toccare solo con una punta del piede. Gli strinse più forte le mani: - Vieni con me! - esclamò, pronta a portarlo con sé anche contro il suo volere. Alex si sentì strappare dal terreno: la magia era più forte di qualsiasi altra cosa. Ancora un attimo, e per lui sarebbe finita: non avrebbe mai più visto Jewel. E Sidra. E Thor. E Jack. Chiuse gli occhi. All'improvviso sentì che le mani gli venivano mollate, e vide la ragazza dai capelli rosa cadere a terra tenendosi una mano sul petto. Jewel dietro di lei ansimò, stringendo il pugnale insanguinato con entrambe le mani: - I fantasmi devono rimanere tali - disse. Violet alzò appena la testa: aveva uno squarcio sul petto e la schiena completamente insanguinata. - Maledetta - mormorò, prima di dissolversi in una polvere color porpora. Alex era pietrificato, scioccato. La cavallerizza gli si avvicinò, ed il biondo indietreggiò, terrorizzato. - Cos'è, hai paura che ti faccia del male? - la ragazza inarcò un sopracciglio, sarcastica. - Io e te - gli puntò l'indice contro - dobbiamo ancora sistemare un paio di cose - disse truce, poi gli tese una mano. Con slancio lo aiutò ad alzarsi. Non gli diede neanche il tempo di spolverarsi il fondo schiena, perché lo abbracciò. - Dannato idiota - borbottò nel suo orecchio. - Mi dispiace -  sussurrò lui. - Al diavolo! ... non farlo mai più - sbottò Jewel. - M-mai più - acconsentì il biondo. - J-jewel? - il ragazzo alzò timidamente lo sguardo. - Hm? - lei lo fissò con sufficienza. - Ti amo -

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