venerdì 8 agosto 2014

Il ghiaccio che brucia i cuori

Capitolo 22 - L'ultimo frammento
- Sento che è vicino! - gridò eccitata Jewel. Purtroppo per loro, quel giorno era tornato a fare freddo, ed avevano dovuto rimettere gli indumenti pesanti. - Bene! - rispose Jack. Sapere che era l'ultimo frammento li riempiva di aspettative ed erano tutti piuttosto elettrizzati, perfino gli unicorni e Thor. - Eccolo! - strillò la ragazza, facendo fremere le narici dei destrieri. Il lupo abbaiò: - Wooooff! - facendoli ridere. Arrivati in un punto imprecisato della mappa che gentilmente Jack gli aveva prestato, si fermarono. Attorno a loro neve, candida e gelida neve. I fiocchi si mescolavano tra loro e giocavano a rincorrersi.  L'uomo dagli occhi colorati osservò il paesaggio circostante: - Non c'è nulla in questo posto, Jewel - osservò. La ragazza si guardò in giro smarrita: - Non è possibile, io sono certa che sia qui... - sussurrò. - Ma non c'è niente - obiettò ragionevolmente Alex. - Cercate! - ordinò. I ragazzi si diedero da fare, e lei pure, ma dopo mezz'ora non trovarono nulla. - È qui... tutto intorno a noi! - esclamò, poi il suo sguardo si posò su un fiocco particolarmente luccicante. Allungò una mano e quello planò delicatamente sul suo palmo. - Ecco il frammento - commentò soddisfatta, e avrebbe fatto infantilmente una linguaccia al biondo se il solito lampo di luce non li avesse accecati. - Mmph - Alex doveva sempre avere l'ultima parola, anche prima di osservare un frammento.
" - Signore! È sicuro di voler far partire le operazioni? - il solito fastidioso servo. - Non sono ancora partite? - tuona il tenebroso. Un luccichio del suo viso adombrato fa spiccare i suoi occhi grigi come un cielo in tempesta. - No, mio Signore - era ora che quel leccapiedi viscido sparisse, pensa seccato. Pochi minuti e poi finalmente i fiori blu della pianura sarebbero stati suoi. - Fate partire le operazioni - dice con più calma. Si avvicina al Grande Fiore, che, come un animale braccato e ferito a morte, sta lentamente appassendo, ritirandosi su se stesso. Ghigna: - Finalmente sarai mio - gli occhi assetati di potere e gloria non possono vedere la sofferenza della creatura che si sta consumando sotto le torture dei servitori. Niente nel cuore dell'ombroso gli grida: "No! Fermati! Stai sbagliando!" e nessuno ha il coraggio di affrontare un simile tiranno. - Quando avrò finalmente i tuoi geni, potrò far crescere fiori blu ovunque! E scatenare tragedie sarà un immenso piacere! Tutti mi supplicheranno di avere pietà! - perso nei suoi pensieri malvagi il tenebroso non si accorge del bimbo che gli afferra una gamba: - Papà! - esclama tutto contento. L'uomo guarda in basso: di tutte le persone che rimetteranno la vita, suo figlio, il suo piccolo cucciolo, è l'unico che vuole salvare. - Jack! Non dovresti stare qui! - lo sgrida. Sa che il suo bimbo non lo sta nemmeno ascoltando, felice com'è di avere trovato il suo papà. Il bimbo sgrana gli occhioni: uno castano caramello e l'altro grigio come quelli del padre. - Papà, perché il fiore sta male? - chiede. Allunga una manina verso di esso, poi si accascia sul terreno. Il tenebroso chiama due servitori:  il bimbo scotta, ha la febbre. - Papà, sto male - i due lo portano via. Due ore dopo i servitori non sono ancora riusciti ad ottenere nulla: - Signore, l'operazione è fallita - l'annuncio non può che far fermare e far battere ancora più forte i cuori di quelle persone innocenti. L'ombroso resta impassibile. Lui sa cosa accadrà, loro no. Un fiocco di neve fluttua lento verso il suo viso ed egli incantato ne segue l'aggraziato volo che termina fra le sue mani. Dura poco, luccicante e freddo come i suoi occhi." Inevitabilmente, Jewel si voltò verso suo padre, che si asciugò fugacemente una lacrima. - Ciò che successe dopo, lo sapete anche voi - disse impassibile. La ragazza si mordicchiò il labbro: - Cosa ti è successo? Cioè, perché stavi male? - chiese dolcemente. - Chi è legato al Grande Fiore gioisce, soffre, vive in simbiosi con lui, qualsiasi età abbia. - spiegò stancamente. D'improvviso di anni ne dimostrava cinquanta, un uomo stanco che voleva solo vivere una vita normale con la moglie e la figlia adolescente. Ma in quel mondo nulla era normale.

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