venerdì 8 agosto 2014

Il ghiaccio che brucia i cuori

Capitolo 21 - Estate
- Jewel! Jewel! Ehi, Jeeeeeewel! - la ragazza si sentì chiamare a squarciagola. Si stropicciò gli occhi: Alex non si svegliava mai prima di lei, quel ghiro, perché per una volta che lo faceva doveva romperle le scatole? Ancora in pigiama si trascinò fuori dalla tenda, e per la prima volta non rabbrividì quando l'aria si insinuò nel suo corpo ancora caldo. Il biondo le fece ciao con la mano: era in t-shirt, gli avambracci muscolosi completamente scoperti. Sotto, al posto dei soliti pantaloni per cavalcare, indossava dei jeans leggeri. - Non hai freddo? - gli gridò in risposta. Lui sorrise: - No! - esclamò, stiracchiandosi come un gatto. Jewel si accorse che anche lei, che era in pigiama, non aveva affatto freddo. "Che strano," pensò "che sia arrivata l'estate anche qui?" eppure era impensabile. Decise di chiedere a Jack, cogliendo nell'aria l'odore delle sue deliziose frittelle. Si vestì con una maglietta non troppo leggera e dei jeans poco consunti, poi andò dal padre. - Buongiorno - borbottò con un sorrisetto. - Buongiorno - rispose l'uomo arruffandole affettuosamente i capelli castani. Lei decise di essere diretta: - Perché fa così caldo all'improvviso? Può essere che sia arrivata l'estate? O è legato ai fiori? - domandò. Lui sbatté le palpebre, poi sospirò. - Non è arrivata l'estate, siamo ancora in primavera - "In primavera??" la ragazza non riusciva a credere che fosse realmente primavera - ma anche se fosse estate, non cambierebbe nulla. No, questo calore è legato ai fiori. Si stanno schiudendo, a poco a poco, e il grande fiore sta tornando al suo stato originale. Tra poco sarà completamente "guarito". E, be', è giunta l'ora di cercare e trovare l'ultimo frammento, non credi? - Jack la fissò. - L'ultimo? - sussurrò la cavallerizza - Sì - sorrise - l'ultimo. Quello che ci dirà cosa dovrete fare per scongiurare per sempre la tragedia - lei lo fissò smarrita. - Jewel, non possiamo, non potete permettere che accada ancora. Non è giusto che tante persone muoiano per uno stupido errore. - spiegò dolcemente. - Sì, ma come...? - gli occhi bicolori dell'uomo si chiusero un attimo, per poi tornare a posarsi su quelli castani della figlia: - Tornerete nel passato - rispose semplicemente. La ragazza si morse il labbro: - Tornerete...? - chiese, anche se, in fondo in fondo, la risposta la conosceva già. - Sì, perché io sarò già lì ad aspettarvi - e il mondo le crollò addosso. Aveva rinchiuso quel pensiero nei meandri più oscuri della sua mente e del suo cuore, cercando di non pensarci, ma non poteva nasconderlo per sempre: suo padre se ne sarebbe andato, di nuovo, e stavolta non per paura. Strinse i denti. - Va bene, allora domani cercheremo il frammento. - mormorò. Jack non le chiese perché "domani" e non "oggi": anche lui desiderava ardentemente passare del tempo con la sua unica ed amata figlia.

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