sabato 9 agosto 2014

Il ghiaccio che brucia i cuori

Capitolo 23 - Persi nella neve
Jewel si svegliò da un incubo, attaglianata da un brutto presentimento che le pesava sullo stomaco. Il braccio di Alex le stava possessivamente poggiato attorno alla vita, ma ciò non la confortava per niente, ed il brutto presentimento non se ne andava. Non sapeva esattamente che ora fosse, ma a naso le pareva fosse l'alba. Decise di vestirsi. Quel giorno non faceva ne particolarmente freddo ne particolarmente caldo, ma soffiava un forte vento. Strisciò goffamente da sotto il braccio del ragazzo, cercando di non svegliarlo, poi si ricordò che in quanto a dormire era un ghiro. Uscì dalla tenda: Jack non si era ancora alzato, e ciò la preoccupò in modo esagerato. "Dagli tempo... non deve per forza alzarsi all'alba, e poi non è il vostro schiavo." si disse, ma andò comunque a sbirciare nella sua tenda. E come a voler confermare i suoi più terribili presagi, la trovò vuota: perse la testa. Bardò Storm, e senza dire nulla al biondo che dormiva andò alla ricerca del padre. Mentre galoppava gridando - Jack! Jack! - iniziò a nevicare. Sperava con tutto il suo cuore che l'uomo fosse al fiume, a prendere della legna da ardere o alla radura, ma nonostante le frenetiche ricerche non riusciva a trovarlo. Un'ombra crema volteggiò davanti al muso dell'unicorno, facendolo impennare: - Storm! Whoa! - la cavallerizza lo fece indietreggiare. Wiz emise un grido stridulo. - Wiz! Cosa ci fai qui? - domandò al rapace, che rispose con un battito di ali, svolazzando qua e là con grida roche, che possedevano un che di selvaggio. - Sai dov'è Jack? - la bufera imperversava, e fu costretta a gridare per farsi sentire. Il volatile fece un cenno di diniego: - Wiiiiu! - e sbatté stancamente le ali. La ragazza estrasse il guanto pesante e lo indossò, distendendo il braccio perché Wiz vi si posasse. Il falco atterrò delicatamente, emettendo un fischio soddisfatto. Se l'animale non era lì per Jack, allora perché...? "Oh, ma certo! Che stupida!" si disse mentalmente Jewel. L'aveva mandato Alex, per cercarla probabilmente. Cercò un foglietto, in cui scrisse frettolosamente, appoggiandosi alla sella: " Per Alex: non ti preoccupare per me, tornerò presto. Non venire a cercarmi. Jewel" sapeva che il ragazzo si sarebbe comunque preoccupato anche se lei gli aveva detto di non farlo, perché ad Alex se dicevi di non fare una cosa lui la faceva di sicuro, ma provare non costava nulla. Legò il biglietto al collarino di pelle del rapace: - Va' da Alex! - gli ordinò alzando il braccio per dargli slancio e il falco spiccò il volo, una macchia chiara fra la neve bianca. Jewel spronò di nuovo Storm al galoppo. Cercò in ogni angolo della pianura, ogni volta un po' più in ansia, un po' più stanca. Anche l'unicorno dava chiari segni di stanchezza, e alla ragazza dispiaceva vederlo quasi sofferente, perché lei voleva bene a Storm, ma era per una buona causa. - Forza, bello, lo puoi fare per me? Storm, ti prego, fallo per me! - poi Jewel ebbe un'idea improvvisa. Quel posto dove avevano trovato l'ultimo frammento... non c'era nulla, eppure emanava magia da ogni fiocco di neve. Inverse bruscamente la direzione, con il cuore in gola. All'accampamento invece, Alex si era svegliato, e non aveva trovato Jewel al suo fianco. Nulla di strano, la ragazza si svegliava sempre presto. Era sgusciato fuori dalla tenda: - 'Giorno Je'... - aveva sbadigliato. L'accampamento era deserto. "Possibile?" si era chiesto. No, non era l'alba, per cui sia lei che Jack dovevano già essere in piedi. Eppure non c'era nessuno dei due. A quel punto si era preoccupato. Eccome se si era preoccupato. Non c'era un biglietto, una traccia, un segno che dicesse dove fossero. E allora aveva mandato Wiz alla ricerca di Jewel, perché be', di Jack non gliene importava granché, ma soprattutto sapeva che dove andava il padre lo seguiva la figlia. Aveva atteso un'ora, e il rapace non era ancora tornato: allora si era vestito, aveva preparato Sidra e chiamato Thor. Mezz'ora più tardi stava anche lui gridando a squarciagola: - Jewel! Jack! - galoppando nella direzione opposta alla ragazza. Poco più tardi il falco planò davanti a lui, con il bigliettino di Jewel attaccato al collare. - Merda! - imprecò. La ragazza invece era appena arrivata in quel posto desolato, combattendo contro la bufera. Voltato di spalle, a pochi passi da lei, Jack stava sussurrando qualcosa in modo confuso. - Papà! - il suo grido raggiunse le orecchie dell'uomo, che si voltò...

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