martedì 26 agosto 2014

Ricordi

Capitolo 9 - Delusione
Jewel era terribilmente delusa. Si sentiva tradita: si era fidata di Jack, e gli aveva donato tutto l'affetto di cui disponeva, ma a quanto pare lui era cambiato. Li aveva portati nel passato per poi svignarsela... e cos'era quel biglietto? Una minaccia? O c'era forse di mezzo qualcun'altro? Ricacciò indietro le lacrime e strinse i pugni. Non sapeva, se se lo fosse trovato davanti, se avrebbe avuto il coraggio di affrontarlo, ma era più che decisa ad andare a fondo nella missione. Qualcosa le sfiorò la mano serrata e lei la dischiuse, permettendo alle dita di Alex di intrecciarsi alle sue. Rimasero così per un po', poi sentì le labbra del ragazzo poggiarsi sulle sue: chiuse gli occhi, cercando di rilassarsi, ma percepì chiaramente la ruga in mezzo alla fronte che le veniva sempre quando era corrucciata. - Alex... - mormorò, accennando una lieve smorfia. - Sì... - rispose, senza fermarsi. Gli appoggiò una mano sul petto e lo spinse delicatamente via: - Non... ora. - si costrinse a dire, arrossendo. Abbassò lo sguardo per non incontrare quello abbattuto del biondo. - Che cosa... facciamo? - domandò, accennando al biglietto. - Non vedo dove possiamo andare. Senza qualcuno che conosca la magia, tornare alla nostra epoca è escluso. Andare altrove? E dove? Qua forse non è più sicuro, ma... - la guardò, scrollando le spalle. - Non possiamo restare qui - ribadì la ragazza, poi sospirò: - Dobbiamo trovare Jack, che ci piaccia o no - disse, concludendo la frase con uno schiocco di lingua. - Non vedo alternative... - ammise Alex, fissandosi la punta delle scarpe. Presero i loro oggetti e si incamminarono. Intanto, da un'altra parte... - I ragazzini sembrano intenzionati a non fermarsi. Per cui tocca a te, Jack - gli rifilò un calcio nello stomaco, che l'uomo incassò impassibile - dovrai convincerli ad andarsene, ma non provare a rivelargli la verità o accadrà qualcosa di molto brutto sia a te che alla tua cara figlia. Dirai che eri sotto l'effetto di un incantesimo e che ti dispiace, che qui è troppo pericoloso e che è meglio se tornano a casa. Se non sarai convincente e loro non ti crederanno, interverrà il tuo sosia. - ghignò malevolo e Jack sentì l'odio bruciargli nelle vene. - Sei solo un verme - commentò, dimenandosi. Le manette anti-magia gli impedivano di fare qualsiasi incantesimo: non era uno sprovveduto, conosceva le arti magiche ed era molto dotato, ma non sopportava di essere impotente. - Ciò che la vita da, la vita può anche togliere - ribatté semplicemente l'aguzzino.

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