sabato 30 agosto 2014

Ricordi

Ultimo capitolo - La luce della speranza
Un bagliore intenso li costrinse a chiudere gli occhi. Smise di nevicare, mentre iniziava a soffiare una brezza gentile: il dolore, la tristezza, la delusione e la rabbia svanirono, per lasciare il posto a un senso di pace che penetrò nell'anima dei presenti. Jewel si accinse a socchiudere gli occhi: davanti a lei Jack si stava facendo evanescente. - ... - iniziò a fluttuare. - No! - esclamò, alzandosi di scatto e afferrandogli le mani: - Io... io ti avevo promesso che ti avrei salvato! - le lacrime, silenziose e gelide, le scivolarono lentamente lungo le guance. - Non ti dimenticherò mai, Jewel - sussurrò piano, alzandole il viso. Sorrise dolcemente, poi si trasformò in tante piccole lucine argentee che lentamente salivano in cielo. - Jack... - lo chiamò, prima di ricadere in ginocchio. Suo padre non sarebbe tornato mai più. Mai più. Le si strinse il cuore, quando le venne in mente di Storm. - Oh no! - non poteva perdere anche lui. Si asciugò il viso, tirandosi su. Si voltò, e con sua grande sorpresa, davanti a lei, c'era seduto un bellissimo ragazzo. Aveva i capelli di un color verde/azzurrino, gli occhi blu come il cielo di notte e una stellina azzurra in mezzo alla fronte, che spiccava sulla pelle pallida. Lo sguardo corse più in basso, soffermandosi sulla canottiera arancio del ragazzo e poi sulle braccia lunghissime e sottili, ma con un accenno di muscoli. Scese ancora, stavolta guardando sorpresa le gambe slanciate ma perfettamente proporzionate fasciate dai jeans. - Storm...? - sussurrò, confusa. - Sì - rispose lui, con una voce bassa e calda - sono io - sorrise, un sorriso caloroso. - M-ma tu...? - indietreggiò involontariamente. - Uno stregone mi trasformò in unicorno quando ero bambino - spiegò, emettendo poi una risata cristallina. - Oh - ora la ragazza era senza parole. - E... come ti chiamavi, prima di diventare un unicorno? - gli chiese. - Non me lo ricordo più... ma ormai mi va bene Storm - lentamente si alzò e la abbracciò. Rimasero così per un po', mentre Jewel si lasciava cullare dal ritmo calmo del cuore del ragazzo. - Dove siamo? - domandò, guardandosi attorno. Sembrava la radura, solo che era illuminata dalla luce solare e circondata da una nebbia rosa. - Non... lo so - rispose Storm, sistemandole un ciuffo dietro l'orecchio. Vide il suo volto avvicinarsi notevolmente, i loro occhi incatenati, intenti a scrutarsi. Percepì il suo fiato caldo sulle labbra, prima che la baciasse. Un bacio dolcissimo eppure... sbagliato. Si scostò lentamente, ritrovandosi ad annegare negli occhi blu di Storm: - Ti amo, Jewel - disse. Aprì gli occhi, tirandosi su di scatto. Guardò Alex di fianco a lei che dormiva. "Era solo un sogno..." sospirò. Si trascinò fino in bagno: erano appena le sette. "Aspetta, le sette?!" si preparò in fretta. Poco dopo stavano entrambi facendo colazione in silenzio. Si ritrovarono a fissare lo stesso quadro praticamente nello stesso istante. - Prima non-... - il quadro ritraeva lei, Alex, Jack e Storm ancora unicorno. - Cosa...? - fissò Alex con aria interrogativa. Lui aveva la stessa espressione smarrita. Poi Jewel sorrise: - Sembrano passati anni da quando è successo... è già un ricordo. -

                                FINE

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