giovedì 28 agosto 2014

Ricordi

Capitolo 17 - I forestieri
Avevano vagato un po' per il villaggio, parlando occasionalmente con le persone che incontravano e presentandosi come dei "viaggiatori". Alla fine a parte comprare dei vestiti e un po' di pane dal massiccio ma simpatico panettiere non avevano concluso altro. Erano ritornati da Jack, che era sbucato fuori da un cespuglio all'improvviso, con parecchie foglie in testa. - Presumo che non abbiate trovato qualcuno che vi ospiti. - commentò, davanti alle loro espressioni stanche. - Be', ci arrangeremo, come sempre - mormorò Jewel, esausta. Il giorno dopo tornarono al villaggio, e si imbatterono in Mack, il padre di Jack, nonché nonno di Jewel e capo villaggio. In quel momento non sembrava così ombroso come nei frammenti, anzi, i suoi occhi grigi scuri scintillavano benevoli. I capelli color castano mora erano lunghi fino alla schiena, con una cresta che occupava tutta la testa e in fondo un legaccio azzurro elettrico che formava un piccolo codino. Sorrise calorosamente: - Voi dovete essere i forestieri arrivati ieri, giusto? Si parla tanto di voi qui al villaggio! Io sono Mack, il capo villaggio, e voi siete...? - i ragazzi si guardarono, leggermente intimiditi. - Io... mi chiamo Jewel, e lui è Alex - li presentò la ragazza. - Immagino che non avrete un posto dove dormire... - disse, pensieroso. - Già... - replicarono semplicemente. - Perché allora non venite a stare da noi? - propose allegramente. Annuirono con entusiasmo, ma dentro erano terrorizzati. La grande casa del capo villaggio era arredata in modo semplice e un po' rustico. La porta si aprì con uno scricchiolio inquietante: - Mack? Chi è? - domandò una voce femminile. Poco dopo apparve una bella donna sui trent'anni, con lunghi capelli castani scuri e due begli occhi scuri. "Ecco da chi ho preso" pensò Jewel, notando l'impressionante somiglianza con la nonna. - Oh, abbiamo ospiti - sorrise. Dietro di lei comparve un bimbo sui due anni, che la ragazza identificò come Jack. Vedere il padre da piccolissimo le fece una tenerezza immensa: sembrava un cerbiatto con quei grandi occhioni colorati e i capelli ancora vaporosi come le piume di un pulcino. - Loro sono Jewel e Alex, i forestieri di cui si vocifera al villaggio - spiegò Mack - staranno da noi per un po' - aggiunse piano. - Jack, saluta - lo incitò la madre, e il bimbo caracollò timidamente fino a Jewel. La ragazza si chinò, allungando una mano verso il bimbo, che la strinse con la sua. Non appena si sfiorarono avvertì una scossa fortissima, ma la ignorò. - Ao, -ewel - disse con la sua voce bassa e infantile. Iniziò a far le coccole al bimbo, sotto lo sguardo dei genitori e di Alex, che pensava che la sua ragazza sarebbe stata un'ottima madre. - Ti piacciono i bambini? - le chiese la donna dopo essersi riappropriata del piccolo. - Tantissimo... - sospirò Jewel sognante. - Oh, e quando...? - la ragazza arrossì violentemente: - L'anno p-prossimo ci sposeremo... - confidò a bassa voce. - Buona fortuna, cara - le augurò, dandole un buffetto sulla guancia. Iniziarono ad esplorare un po' meglio il villaggio, fermandosi ad una specie di bar. Ad un tavolo c'erano riunite un sacco di ragazze, fra cui la commessa della boutique. Si avvicinò abbastanza da origliare: - Avete visto i forestieri? Chi sono? - domandò una. - Sono una ragazza e un ragazzo... lui è stupendo! - Jewel rise sotto i baffi. - Oh, dici che ci dovrei provare allora? - chiese un'altra. - Non te lo consiglio - si intromise la commessa - sono venuti alla boutique e li ho visti che si baciavano nei camerini! - esclamò, quasi scandalizzata. - Ah, peccato - commentò l'altra delusa. - Ma poi lo sapete che sono ospitati dal capo villaggio? - saltò su un'altra ancora. A quel punto Jewel aveva già udito abbastanza: - Andiamo, Alex - lo chiamò, senza smettere di sorridere.

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