sabato 18 ottobre 2014

Chains and Broken Dreams

POV Nate

Io e Will passeggiamo in cortile.

Dietro di me, sento i passi di Will. Camminiamo senza fretta, e infondo lui è un po' così, vive in un mondo in cui il tempo è relativo.

Le sue All Star nere strusciano sull'asfalto, calciando ogni tanto qualche sassolino.

Will non è mai stato uno attento alla moda.

Sento che è pensieroso, i suoi occhi sono distanti.

Mi afferra la manica, e la strattona.
-Cosa c'è? - gli chiedo, e lui mi mostra il palmo aperto: c'è sopra una coccinella.
- Oh - non so che dire, e rimango in silenzio, mentre entrambi la osserviamo.

Will sembra proprio un bambino in questo momento, ha gli occhi che brillano e un'espressione lievemente meravigliata.

Ora vi starete chiedendo, come può una coccinella, un banalissimo insetto rosso a puntini neri, stupirlo?

E non avete ancora capito che, persi nella nostra vita di tutti i giorni, abbiamo smarrito quello che tutti i bambini hanno, *quello che chiamerò il "senso del meraviglioso".
Perché crescendo lo si perde, quello stupore e senso di meraviglia che ogni bambino ha e prova verso le cose più disparate.

Smettiamo di fissarla per un attimo, e i nostri occhi si incontrano.

So cosa sta pensando, Will.

Alza il palmo:
- Ciao, piccola meraviglia. Buon viaggio, coccinella - lo sento sussurrare, mentre l'insettino prende il volo.

Ho ancora tante cose da imparare, da Will.

-

Note dell'autrice:
*la frase non è uguale nel libro che sto per dirvi, ma consiglio a tutti di leggerlo, in quanto parla spesso di ciò che ho cercato di riassumere a modo mio. Il libro è "Io e Trixie" di Dean Koontz, ed è davvero stupendo, leggetelo, anche se non amate i cani. Non so se posterò già oggi il capitolo dieci, vedrò. Intanto inizierò a mettere i capitoli che già ho scritto a computer, e niente, buona giornata. Hasta luego!

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