martedì 21 ottobre 2014

Chains and Broken Dreams

POV Will

Così come la scuola è iniziata, così siamo arrivati a metà anno.

Alcuni fiutano già le vacanze, io fiuto verifiche. Non che ne sia preoccupato, me la cavo sempre brillantemente, ma il tempo che scorre... così in fretta, troppo in fretta.

Sembra strano detto da me, da una persona per cui il tempo è relativo, io, che del tempo non mi sono mai preoccupato, ora sento una specie di ansia nel petto.

Questo, e poi l'anno prossimo.

Cambieranno le cose, e lo vedo subito: c'è chi non si abituerà immediatamente, chi ne sarà sollevato, chi crollerà in un batter d'occhio.

A parte cercare la libertà, non ho mai pensato cosa farò dopo la scuola. Cosa farà Nate.

Se ci separeremo, probabilmente ne soffrirà. Mi dispiace. Non desidero che le persone soffrano per me, ma a volte è inevitabile.

E a volte arriva quel momento nella vita, in cui bisogna lasciar andare una persona, per poter essere finalmente non più dipendenti da lei.

Non che io lo sia.

È difficile essere onesti, perfino con se stessi. E fidatevi, se vi dico che nessuno lo è.

Perché la verità fa male.

E la paura di venir feriti, di lasciarsi andare, ci rende più codardi di quanto non siamo.

Mi riscuoto dai miei pensieri nell'esatto momento in cui anche Nate lo fa, e ci ritroviamo a fissarci in silenzio, senza battere ciglio.

Mi distraggo un attimo, lasciando vagare lo sguardo alle sue spalle. È un attimo, perché qualcosa di grosso ma leggero mi colpisca in testa...

Massaggiandomi il capo, dopo aver emesso un sottile "Ow!", raccolgo il foglio di carta appallottolato.

- REUSS! - l'insegnante fulmina Nat con lo sguardo, e, mio malgrado, ridacchio di gusto, osservando il mio amico sgranare innocentemente gli occhi.

Apro il foglio, nel quale c'è scritto, con la banale scrittura di Nate:
"La lezione è opprimente".

Un pensiero incontrollato sfugge ai tanti, sovrastandoli: "Ma è idiota?"

-

Note dell'autrice:
ed eccovi qua il cappy! Come avete intuito (spero) abbiamo fatto un piccolo salto cronologico, e ci ritroviamo nuovamente in aula, dove i nostri ragazzi ci mostrano un piccolo episodio di realtà scolastica, che li avvicina di più alle sembianze di "normalissimi studenti" invece che i due strambi ragazzi che sono! Ma ora basta ciarlare, io devo andareeeee! Alla prossima

Nessun commento:

Posta un commento