mercoledì 22 ottobre 2014

Chains and Broken Dreams

POV Nate

- Nat! - ride, Will.
- Come fai, a farti riprendere davanti a tutti? - e giù a sghignazzare.

È difficile, quasi impossibile, vedere Will felice, ma be', se posso esserne la causa, allora sono felice anch'io.

- Che ci posso fare, se la lezione era noiosa... - borbotto, ma dentro di me sto sorridendo.

La lezione è finita da un bel pezzo, e noi stiamo andando a pranzo. Mentre camminiamo verso il negozietto dove tutti i giorni prendiamo qualcosa da mangiare, sento lo sguardo penetrante di Will attraversarmi la schiena.

Mi giro, siamo arrivati, e continua a fissarmi.

Un lampo di preoccupazione brilla nei suoi occhi scuri, ma rimane in silenzio.

- Will...? - mi azzardo a chiamarlo, perplesso.

- Nate... ho dimenticato i soldi del pranzo - mi dice, e per poco non scoppio io, a ridere.

"Tutto qui?" vorrei dire, invece...

- Non ti preoccupare, pago io - lo rassicuro.

Il negoziante, un anziano signore piuttosto rugoso, ci sorride calorosamente. Dopotutto, veniamo qui da sei anni, più o meno.

Presi i panini, ci accomodiamo al "nostro" tavolo, un tavolino alquanto vecchio e un poco malconcio, segnato dalle intemperie, ma che ancora conserva tanti ricordi, i nostri.

- Che bel tempo, oggi - osservo, mentre mangiamo.
Will mi lancia un'occhiata di traverso, ma non dice nulla.

- Pioverà - afferma dopo un po', incomprensibile come al solito.

Scende un silenzio imbarazzato.

- Hai scritto qualcosa, oggi? - gli chiedo, spezzandolo.

Scrolla le spalle, ma non mi da alcuna risposta.

A volte Will pensa che certe cose, come rispondere a una domanda, siano irrilevanti.

Squilla il suo cellulare.

Mi fa un cenno con la mano, e si allontana.

Sul tavolo atterra qualcosa di bianco, un foglietto, che raccolgo e apro.

"Non c'è luce senza ombra" c'è scritto, ne riconosco la grafia di Will.

Anche questo è uno dei suoi modi di rispondere.


-

Note dell'autrice:
è proprio una bella giornata, oggi! C'è il sole, il cielo è terso, e un bel vento soffia forte... e io che sto qui a fare? Scrivo, già. Dovrei studiare, ma... "non rimandare a domani quello che puoi fare oggi", lo so. Vabbe', fatti miei! E niente, non ho nulla da dirvi, un bacio

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