domenica 26 ottobre 2014

Chains and Broken Dreams

POV Will

Parole lontane di una canzone ormai dimenticata rincorrono le gocce di pioggia che bagnano il mio viso.

La voce distante di Nate mi ricorda che, rimanendo sotto l'acqua, prenderò un raffreddore.

Come se non lo sapessi.

Ma ne vale la pena, ve lo giuro. E lo dico anche lui, mentre la pioggia si fa più intensa e diventa acquazzone.

Non è raro che piova, ma è raro vedere qualcuno che si gode la pioggia nel vero senso della parola, lasciando che gli scorra addosso e non sull'ombrello.
Non nego l'utilità dell'ombrello, solo ho sempre preferito sentire la natura sulla mia pelle.

Le gocce gelide che bagnano le mie guance, il mio naso, le mie labbra, lo scrosciare della pioggia che si riversa sul terreno e per le strade, l'intenso profumo di terra bagnata.

Mi sento così vivo.

Sentirsi vivi, è forse ciò che più si avvicina alla libertà.

Inconsciamente, chiamo il nome di Nathaniel.

Ho bisogno di sentirlo vicino, di averlo accanto.

Il fragore della pioggia copre il suono delle mie parole, e non ho voglia di gridare per farmi sentire, rovinerebbe il momento.

Così, lo guardo. Semplicemente, lo guardo.

Sembra ostinato a rimanere all'asciutto.

D'improvviso, senza che io dica o faccia nulla, mi raggiunge.

La sua mano sfiora la mia, che ho involontariamente serrato a pugno.

La dischiudo, e le nostre dita si intrecciano.

Mi accorgo solo ora, al contatto con la sua mano, di essere un pezzo di ghiaccio.

- Vieni dentro, Will - mormora, tirando piano.

Un milione di brividi mi travolgono, e non posso fare altro che seguirlo.

-

Note dell'autrice:
vi piace il cappy, sì?! Non guardatemi male, lo so che probabilmente avete frainteso la scenetta mano nella mano, ma io non l'ho pensata come l'avete pensata voi, chiaro? Bon. Ora, che dovevo fare...? Mah, che sbadata. Vi lascio, un bacio

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