lunedì 27 ottobre 2014

Chains and Broken Dreams

POV Will

Non mi piace essere malato, d'altronde non piace a nessuno, ma se c'è una cosa che proprio detesto è lo sguardo di Nate in questo momento.

Nel suo sguardo leggo un "te l'avevo detto", eppure resta in silenzio.

Sa di aver ragione, di aver maledettamente ragione, nonostante ciò non me lo fa notare, non a parole almeno.

Non so io neanch'io perché gli ho chiesto - l'ho quasi supplicato - di restare. Forse sarà il delirio della febbre.

La sua mano corre alla mia, e inizia ad accarezzarla.

Non sopporto di essere impotente, recluso a letto per via della febbre.


- Will - mi chiama con tono serio.

- Hm... - mugugno, cercando di mantenere la lucidità e al contempo di osservare il volto di Nate. Sembra nervoso.

- Perché... perché concedi solo a me di essere tuo amico? - mi chiede, poi stringe le labbra come se temesse di aver parlato troppo.

Mi ha già fatto questa domanda, a cui, puntualmente, non ho mai risposto.

- Perché... mi fido di te - borbotto, subito girandomi e dandogli la schiena.

Non voglio che veda che sono arrossito ancor di più.

- Will - mi richiama, ma non gli rispondo. Mi sembra già di vedere quel suo sorriso idiota di quand'è felice.

- Will? - ora il suo tono è dubbioso.

Sento la testa farsi leggera, sfuggendo alla morsa della febbre, e le palpebre cedono, come colpite dalla forza di gravità.

In un attimo, senza che me accorga, scivolo nel sonno, la mano di Nate ancora sulla mia.

- Riprenditi in fretta, Will - sussurra, prima di alzarsi e andare.

-

Note dell'autrice:
ve lo aspettavate un altro cappy? No? Ebbene, eccovene un altro. Oggi mi va di scrivere. Magari aggiornerò Giochi di magia. O forse scriverò qualcos'altro. Ma per oggi con Chains and Broken Dreams ho finito. A presto

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