martedì 21 ottobre 2014

Giochi di magia

Capitolo 1 - La scuola di magia

Salve a tutti, mi presento: mi chiamo Josh, Josh Black, ho sedici anni e vado alla scuola di magia, perché sì, io sono un apprendista mago.

Oh, qui abbiamo tutti un soprannome. Conosciamo certo i nomi degli altri, ma ormai è diventata un'abitudine qui a scuola chiamarsi col soprannome, ed il mio è... "Il Cerbiatto". Già.

La maggior parte dice che è perché ho un faccino candido e innocente. Be', contenti loro...

La scuola di magia dura tre anni, nei quali si trova il potere che più si addice, e poi altri tre dove si può imparare ad usare armi magiche.

La nostra scuola si distingue dalle altre, in quanto non ci sono veri e propri professori. Le lezioni sono libere, non ci sono orari precisi e non sono obbligatorie, infatti molti studenti preferiscono oziare e usano il loro (minimo) potere per cose futili.

Ogni mattina, nelle varie aule, c'è una lavagnetta in cui sono scritti i compiti per chi entra nell'aula.

Ovviamente si può decidere se farli o farne altri per sé, o magari finire quelli del giorno prima, dato che ciò che c'è scritto cambia ogni giorno.

Nei corridoi si può sempre trovare un professore, che da spiegazioni o aiuta gli studenti in difficoltà.

Questa mattina, mentre mi ravvivo i capelli blu notte, i compiti scritti alla lavagnetta sono:
• creare un liquido che attragga i vampi-gatti
• trovare la formula del siero che ringiovanisce le piante
• modificare il colore di un saltarello
• far crescere l'erba sputarella al contrario

Mi guardo in giro: è ancora presto, eppure gruppetti di studenti sono già sparsi qua e là nell'aula, immersa nel silenzio.

Mi raggiunge Nikki, detta "L'Ombra", mia compagna di esperimenti e amica di lunga data. Dietro di lei zampetta il suo fido Ghost, una specie di grosso cane nero, ma inconsistente al tatto.

Tutti gli studenti possono avere un animale, da guardia, da compagnia o per qualsiasi altro motivo. Io non ho
ancora trovato il mio partner ideale, ecco perché non ne ho uno, anche se una volta avevo un micio tic-tac, un tipo di gatto piuttosto inutile, che con la sua coda oscillante ti segnala che ore sono.

- Arrrr - mi saluta il quattro zampe, Nikki invece mi sorride con gli occhi viola.

Ha davvero dei begli occhi, non c'è che dire.

- 'Giorno, Ombra - dico, cercando di non fissare i suoi occhi o il suo ambiguo animale.

- Cerbiatto - risponde semplicemente, allungandomi il pugno.

Glielo batto col mio, poi sospiro.

- Abbiamo finito i compiti, ieri, no? Oggi sarà una giornata impegnativa... - dico, guardando la lavagnetta.

- Non siamo obbligati a farli o a stare qui, lo sai... - dice Nikki, lisciandosi la divisa.

La divisa è composta da un vestito per le ragazze, e da una giacca e dei pantaloni per i ragazzi. Il tutto rigorosamente di colore blu.

- Tra poco ci sono gli esami di metà anno - ribatto, scuotendo la testa.

- Giusto. Allora, che vuoi fare? Io direi di iniziare dal saltarello - borbotta, lanciando un'occhiata alla lavagnetta.

- E che saltarello sia...


-

Note dell'autrice:
cosa inaudita! Io che scrivo due ff contemporaneamente! Non è proprio così, questa l'aggiornerò quando mi pare... mentre Chains and Broken Dreams continuerà ad essere aggiornata giornalmente, per la vostra felicità. Ora scappo, ma ci vediamo nel prossimo capitolo! Un bacio

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