sabato 1 novembre 2014

Chains and Broken Dreams

POV Will

Come un cane abbandonato, mi sono presentato alla porta del nuovo appartamento di Nate.

Ho solo uno zaino con me, e intanto diluvia. Sui miei vestiti, sui miei capelli, sul mio viso e sul mio corpo.

Mi apre immediatamente, poi sgrana gli occhi sorpreso. Dietro di lui noto alcuni scatoloni.


- Will! - esclama.

Abbozzo un "ciao" agitando la mano.

- Che è successo? Sei fradicio, vieni dentro - e mettendosi da parte, mi esorta ad entrare.

Butto senza tante cerimonie lo zaino in un angolo, poi mi sistemo.


- Che succede? - mi chiede nuovamente, preoccupato.

- Non ho un posto dove andare - rispondo semplicemente.

Mi fissa come se non credesse a ciò che ha appena sentito.

- Come? E i tuoi genitori? -

Scoppio in una risata amara.

- I miei genitori. Tsk. Loro non sono i miei genitori - dico con tono sprezzante, ma in verità dentro mi sento terribilmente ferito.

- ...? - mi guarda con aria interrogativa.

- Me l'hanno detto giusto oggi. Insomma, nessuno voleva adottare un bambino di due anni, così si sono sacrificati e l'hanno fatto loro. "Ci dispiace Will" e blabla. Tutte parole inutili - spiego, rimanendo a testa china.

Non vorrei che Nate si accorgesse che sto piangendo, ancora.


Non dovrebbe importarmi, infondo a me della gente non importa nulla, ma... ma era qualcosa in cui credevo. In questo momento il mio mondo cade a pezzi. È vero, loro mi hanno dato affetto e cresciuto come se fossi davvero loro figlio, e ora questo non dovrebbe cambiare, ma non ce la faccio. Mi fa troppo male restare in quella casa, quella in cui sono cresciuto, quella in cui io e Nate abbiamo passato i momenti più significativi della nostra giovane vita, quella che ora guarderei con occhi diversi.

- E perché... perché non resti da loro? Potresti fare in modo di non doverli vedere - replica gentilmente Nate.

- Non lo sopporto. Non lo sopporto! Non voglio rimanere lì! - quasi grido, e solo dopo mi accorgo di quanto io appaia infantile.

Nate resta in silenzio.

- Ti prego, Nat! Fammi restare da te, solo per un po'! Ti aiuterò... ti prego! - lo supplico, poi tiro su col naso. Sono davvero patetico. Ormai, tanto vale umiliarmi ancora un po' e ridurmi a implorare Nate.

Mi appoggia una mano sulla spalla, e alzo la testa.

Mi sorride dolcemente.

- Va tutto bene, Will. Puoi restare qui quanto vuoi - mi  rassicura, poi mi asciuga le lacrime.

Non me lo merito un amico così.

-

Note dell'autrice:
sono imperdonabile, lo so. Ieri non ho aggiornato, e oggi pensavo di non farcela. Invece... invece ecco qui un capitolo un po' triste, dove i nostri ragassuoli si ritrovano a vivere insieme! Per chi non l'avesse capito, la scuola è finita e Nat lavora (ma il suo impiego rimane segreto). Bisous

Nessun commento:

Posta un commento