mercoledì 12 novembre 2014

Chains and Broken Dreams

POV Nate

Sono arrabbiato. Sì, sono arrabbiato, fuori di me, e Will non se ne accorge.

E non voglio che se ne accorga, perché il motivo della mia rabbia è alquanto infantile e mi fa vergognare di me stesso.

Sono geloso.

Sono dannatamente geloso di tutto ciò che può portarmi via Will, perché lo so che alla fine andrà così.

Ma non posso fare a meno di esserlo perché ora, nel momento in cui vivo, lui è mio. Mio, solo mio.


Oggi Will non è uscito, e questo mi rende sollevato.

Siamo seduti al tavolo della cucina, io che scribacchio distrattamente cose di lavoro, lui all'altro capo del tavolo che mi fissa.

- Cos'hai? - mi chiede d'improvviso.

Sussulto.

- Niente - rispondo piano.

- Che tipo di niente? - insiste.

Questo l'ha imparato da me.

- Ho detto niente. - ripeto, evitando di incontrare i suoi occhi onice.

- E io ti ho chiesto che tipo di niente - ribatte dolcemente, alzandomi il mento con un dito.

Ci fissiamo per una frazione di secondo, poi torno a concentrarmi sul foglio.

- Non è niente, davvero - mormoro, un groppo alla gola che mi soffoca.

- Nate... - mi chiama, con quel suo tono così suadente e convincente, quello che mi farebbe dire qualunque cosa.

- E va bene! Vuoi sapere cos'ho? Eh? E allora te lo dico, cos'ho! Sono geloso, e, non ce la faccio più! Non ce la faccio più a sopportare il pensiero che... che... che qualcuno ti porterà via da me! Che io perderò d'importanza, o peggio, che ti dimenticherai di me, come se non fossi mai esistito! - esplodo, rimanendo a testa china.

Non mi sono mai sentito tanto debole e patetico, mentre permetto alle lacrime di rigarmi il viso e tiro su col naso.

Gli lancio un'occhiata di soppiatto. Sgrana gli occhi, poi inclina la testa di lato e sorride dolcemente.

- Oh Nat... - sospira, poi si alza e mi viene a fianco.

Mi abbraccia, e io cerco di soffocare i singhiozzi nel suo avambraccio, avendo però come risultato un patetico verso strozzato.

Sento le sua mani scompigliarmi e accarezzarmi delicatamente i capelli.

- Nathaniel... - sussurra, e un ulteriore singhiozzo mi scuote - io non potrei mai dimenticarti. Sei il migliore e l'unico amico che ho, come faccio a dimenticarti? - mi alza nuovamente il viso e mi guarda negli occhi, il volto ancora illuminato da un sorriso dolce.

Mi asciuga col pollice le lacrime, poi ci stringiamo reciprocamente.

- Ti voglio bene - dice infine, calmando la mia anima agitata.

-

Note dell'autrice:
che lungo capitolo, eh?! Spero siate contenti, io abbastanza. E piove... comunque lo so, ho sgarrato ancora con una dolcezza inaudita da parte di Will, e forse sono stata un po' esagerata con la reazione di Nate (Denis, è tutta colpa tua. Se ieri sera non facevamo quella chiacchierata, non era così arrabbiato. E geloso.) ma mi perdonate, vero? Vabbe', io vado. Ascoltate i Thousand Foot Krutch, mi raccomando ;) Baci

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