sabato 15 novembre 2014

Chains and Broken Dreams

POV Nate

Tic-tic toc! bussano le gocce al vetro, rincorrendosi poi l'un l'altra, fino a sparire dalla mia visuale.

Rimango un attimo a fissarle, incantato.

Col tempo, grazie a Will, ho imparato ad apprezzare la pioggia, anche se non in quel modo quasi viscerale che lo caratterizza.

Dalla pioggia a Will è un attimo, e la sua mancanza è quasi dolorosa, struggente.

Chissà dov'è ora. Chissà cosa sta facendo.

Come al solito è uscito, e non mi ha detto niente.

Sembra quasi che non si fidi di me.

Scuoto la testa al pensiero. Non me lo dice perché lui è fatto così.

Cerco di concentrarmi sul lavoro, poi occhieggio il cellulare, buttato lì sulla scrivania. È così vicino, basterebbero pochi attimi per inviargli un messaggio... scuoto nuovamente la testa. Il lavoro. Giusto, il lavoro.

Involontariamente, emetto un profondo sospiro.

- Tutto bene Reuss? - mi chiede il capo, apparendomi davanti ad un palmo di naso.

- S-sì, certo - farfuglio, colto di sorpresa.

- Se ti senti male, puoi andare a casa - borbotta prima di andarsene.

Fosse così semplice, penso, lanciando nuovamente un'occhiata alla finestra rigata dalla pioggia.

Il mio male si chiama Will, ed è l'amico più improbabile che potessi trovare a questo mondo.

-

Note dell'autrice:
capitolo corto, lo so. Son di cattivo umore, okay? Ciao a tutti. Buona serata.

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