domenica 16 novembre 2014

Chains and Broken Dreams

POV Will

Guardo il bar da sotto il porticato di un edificio.

Ora sono all'asciutto, ma ciò non cambia che diluvia e io sono fradicio. Ovviamente.

Nella mia mente, non contemplo il fatto di prendere un ombrello quando piove forte, nel caso che non si fosse capito.

Il ciuffo mi penzola penosamente sopra il sopracciglio, gocciola un poco e poi mi si appiccica alla fronte.

Chissà se a Hope piacciono i ragazzi che quando piove non usano alcun parapioggia.

Guardo l'orologio: mancano pochi minuti alle tre.

Tra poco arriverà Hope.

E difatti alle tre in punto, ecco apparire i suoi vaporosi capelli rossi al bancone del bar.

Aguzzo la vista.

Il barista, un tipo basso e grasso sulla cinquantina, inizia a disquisire in modo cordiale con Hope, poi si allontana dal bancone, tornando poco dopo con un bicchiere, munito di cannuccia colorata.

Lei fa un sorriso cortese e gli porge un paio di banconote.

Dio, quant'è bella.

Con calma ed eleganza si accomoda al tavolino, sempre lo stesso, tutte le volte.

Sentendomi un po' uno stalker, entro nel bar.

Rimango comunque a fissarla dal bancone, mentre nel locale si diffonde una musichetta alquanto banale, ma dal ritmo ballabile.

Chissà se Hope ne conosce il cantante.

Senza mai staccarci gli occhi di dosso, mi avvicino al suo tavolo.

Stavolta, un solo passo ci distanzia.

A tanto così dal coprire questa dannata distanza, lei è già scomparsa lasciandomi con un palmo di naso.

-

Note dell'autrice:
ehehehe, ancora una volta lei è fuggita e lui ci è rimasto di merda, ahahahah. Okay basta, sono cattiva. Stasera per rimediare ve ne posto due. Giusto per dire, siamo solo a metà. E non sto scherzando. :)

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