lunedì 17 novembre 2014

Chains and Broken Dreams

POV Will

Oggi parrebbe un giorno come un altro, ma non saprei. Mi sento fortunato, una strana sensazione di come quando sai che ti accadrà qualcosa di bello, ma non sapresti dire cosa. Ecco, mi sento così, fortunato.

Come al solito, cinque alle tre ero al bar, nel mio posto un po' in ombra.

Non voglio dare nell'occhio.

Precisa come un orologio svizzero, la mia Hope è qui alle tre in punto, non un secondo di più non uno di meno.

Il mio cuore accelera il passo, il fiato sparisce quel tanto che basta per togliermi l'ossigeno al cervello.

Ogni giorno, stessa solfa. Due chiacchiere col barista, consegna della bevanda, pagamento.


Infine, aggraziata come una farfalla ed elegante come una principessa, si siede al tavolo, poi lentamente volge lo sguardo verso di me.

Oggi ce la farò.

Nella mia mente lo ripeto all'infinito, passo dopo passo, mentre azzero la distanza fra noi.

I miei occhi neri sono incatenati ai suoi verdi, non si lasciano un secondo.

Ed ecco che giungo d'innanzi a lei, ad un soffio dal sfiorarla.

Non ha il suo solito sorriso enigmatico, è seria ma rilassata.

Scuote la testa in segno di diniego, e, più veloce del battito di ali di una farfalla, è già sparita.

Non cerco neanche di reprimere il ringhio di frustrazione che mi sorge dal basso del mio cuore, e poi filo a casa a passo militare.

Inviperito, afferro il quaderno e inizio a buttar giù tutto ciò che mi passa per la mente.

Cos'ho sbagliato? Cos'ho sbagliato? è la domanda che si ripete all'infinito come una nenia.

- Cosa stai scrivendo così furiosamente? - mi chiede Nate all'improvviso.

Nonostante lo spavento, evito di urlare come una femminuccia.

Cancello per l'ennesima volta, poi sbatto violentemente la matita.

Dio, se sono frustrato.

Credo di dover fare due chiacchiere con Nate.

-

Note dell'autrice:
anche stasera, ve ne posto due. Mi dilungherò di più dopo, okay? Baci

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