giovedì 27 novembre 2014

Chains and Broken Dreams

POV Will

Non è strano per me svegliarmi e trovare il letto vuoto accanto a me. Potrei gioire del fatto che ho in compenso un mucchio di spazio ed è più fresco, ma non riesco che a pensare quanto sia piacevole il calore di un corpo umano spalmato sul proprio, in particolare quello di Nate sul mio.

L'appartamento è così vuoto senza il suo proprietario... senza preoccuparmi di fare un po' di luce, barcollo dalla camera al bagno e dal bagno alla cucina, ancora in pigiama, che non è altro che una maglietta alquanto vecchia e sformata, e dei pantaloni di cui non mi ricordo la provenienza e l'uso ad essi assegnato.

Facendo per aprire la dispensa, noto un bigliettino colorato pendere dallo sportello. Immediatamente mi scappa una risatina dal timbro infantile, di quelle sciocche e causate da un motivo di dubbia ilarità.

- Non cambierà mai - mormoro fra me e me, scuotendo la testa. Infondo adoro questo lato di Nate, sempre impegnato a riempirmi di riguardi dimenticando se stesso, dimenticando che anche lui ha una sua vita e che al mondo non esisto solo io.

Come folgorato da un'improvvisa illuminazione, balzo sulla sedia, ma subito scarto l'idea.

Naaah, non è possibile...


Il tempo passa abbastanza lentamente, mentre attendo che arrivino le tre per poter andare da Hope, come concordato via messaggio poco fa.

Alla fine non resisto e, a un quarto d'ora dall'incontro, mando al diavolo l'eccessivo anticipo e mi dirigo al luogo d'incontro.

Lei arriva puntualmente alle tre, e subito iniziamo a parlare dei più svariati argomenti. Io sono goffo e impacciato, lei è sciolta e sembra davvero essere a suo agio. Superata l'iniziale timidezza, mischiata al forsennato battito del mio cuore, mi sciolgo come neve al sole, ignaro di essere osservato da due magnetici occhi castani.

Non so niente d'amore, e pensare che perfino una quattordicenne ne sa più di me mi fa sprofondare nella vergogna. Questo è solo il nostro secondo incontro, e non credo sia un vero e proprio appuntamento. Infondo, non so nemmeno cosa Hope voglia, ma io sì. Voglio lei.

Arriva il fatidico momento in cui il sole tinge e sfuma d'arancio l'orizzonte, regalandoci un tramonto da favola. Entrambi ci alziamo di scatto, le nostre mani, poggiate sul tavolino del bar, si sfiorano timidamente.

Siamo a distanza ravvicinata, i corpi che si chiamano come calamite dall'istinto animale. Il cuore mi balza in gola e sento le gote scaldarsi, mentre non posso che perdermi nel verde bosco dei suoi occhi. Sento il suo respiro accelerato farsi sempre più bisognoso d'ossigeno, mentre lentamente mi avvicino al suo viso.

Come si bacia una ragazza?

Smetto di farmi inutili domande, e assaporo lentamente la visione delle sue palpebre che si abbassano, delle ciglia rossicce che vanno a sfiorare le gote.

Le nostre labbra si sfiorano timidamente in un bacio casto e goffo, poi indugio un secondo, prima di appoggiarmi sempre con dolcezza ma con un poco più di forza.

Mi sembra passata un'eternità quando ci scostiamo appena, e siamo ancora così vicini che posso sentire il suo fiato caldo giungere fino al mio collo poco coperto.

Realizzo solo dopo cos'è successo, e, come il re dei codardi, borbotto qualche frase sconnessa e me la do a gambe.

Complimenti Will. Una mossa davvero perfetta.

-

Note dell'autrice:
20:59. In tempo per parlare con la mia Deniiiiiis. Vado, eh! Xiau!

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