venerdì 12 dicembre 2014

Chains and Broken Dreams

POV Nate

Il mattino seguente, al risveglio dalla giornata, passata, troppo strana, non riesco a provare alcun senso di colpa ad aver baciato Will.

Stavolta è il mio turno di trovare il vuoto affianco a me, di lasciar avvolgere il cuore dai brividi per la mancanza di un corpo caldo e vivo contro il mio. Senza preoccuparmi di cercare qualcosa per riscaldarmi, barcollo assonnatamente fino alla mia fonte di calore, che se ne sta immobile sul terrazzo a fissare l'orizzonte, assorto.

Dio, anche visto così, con il corpo vestito della t-shirt e dei pantaloni che usa per dormire, i capelli arruffati e il sole nascente che lo sfiora appena, è bellissimo.

Lo raggiungo, ignorando i sussulti improvvisi del mio corpo che non riesce ad abituarsi al repentino cambio di temperatura, e cerco goffamente di stringerlo a me passandogli un braccio attorno alla vita.

Ci scambiamo qualche breve battuta, dialogo scarso e prettamente usato dai comuni mortali come me. All'improvviso qualcosa nell'aria pare cambiare, modificarsi, e tutto d'un tratto Will mi stringe contro di sé.

- Vieni qui, Nat. Ti voglio bene - dice, facendomi sentire caldo e protetto, al sicuro.

Già, e io ti amo. Bel casino.

E in un secondo mi pare tutto chiaro, o quasi. Non posso più andare avanti così, reprimendo sentimenti e parole solo per... per cosa, poi? Non lo so nemmeno io.

- Will, io... -

-

Note dell'autrice:
ho voglia di dare una bella svolta all'esitante procedere della relazione fra questi due. E voi, che dite? Sono troppo lenta? Troppo frettolosa? Cosa vorrà dire il nostro caro Nathaniel? Magari ve ne posto un altro, se mi implorate (ma basta chiedere per favore). Kisses

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