venerdì 26 dicembre 2014

Chains and Broken Dreams

POV Will

Sto ancora stringendo Nate tra le mie braccia, forte, come se non volessi più lasciarlo andare. Mentre aspetto che si calmi, e che io mi calmi, chiudo gli occhi.

Dietro le mie palpebre serrate scorrono i ricordi come fulminei flashback, e non ne manca uno in cui non ci sia Nate: il nostro primo litigio, il nostro primo bacio, il letto troppo piccolo per contenere entrambi, abbracciati come koala, i sorrisi e gli scherzi, le risate e gli immancabili silenzi, le lacrime e le grida, ogni momento è vivido nella mia mente come uno sdolcinatissimo romanzo per ragazzine innamorate.

Riapro gli occhi di scatto ed espiro.

Penso davvero ciò che ho detto; non sarebbe dovuto andare così, nulla, ma la vita è ciò che accade mentre tu stai a fare piani e alla fine o ti adegui o soccombi.

Ma mentre pondero come mio solito, capisco che non puoi sapere come andranno le cose, non puoi imporre il tuo volere al destino. E non puoi sopprimere un sentimento perché non lo accetti, non puoi negare la verità perché non la vuoi vedere.

Ritorno alla realtà nel momento in cui mi sento strattonare delicatamente per una manica:

- Will? Tutto bene? - mi chiede Nate, guardandomi ansiosamente. I suoi occhi sono ancora lucidi di pianto e le sue labbra stirate in una smorfia preoccupata, ma il suo petto ora si abbassa con calma, non più agitato.

Lo fisso in silenzio, e il mio sguardo si poggia indisturbato sulla sua bocca socchiusa, terribilmente invitante e che mi istiga a baciarlo come se non ci fosse un domani.

"Controllati, Will" dice lontana la vocina della coscienza, ma è così flebile che non la odo.

Lo bacio e lo so, lo so che è tremendamente sbagliato, lo so che il mio cuore era già promesso ad un'altra, lo so che non doveva andare così, mille volte lo so, ma sai una cosa, vita? È andata così ed io non ho intenzione di soccombere, anche a costo di farmi travolgere da qualcosa che non ho mai capito e che tuttora non capisco.

Ci stacchiamo dopo quella che pare un'eternità, e lui prende un lungo respiro, a corto di fiato. Mi guarda negli occhi, nei suoi balena una flebile domanda a cui io non sono sicuro di voler rispondere.

- Non mi lasciare, Will -

-

Note dell'autrice:
e finalmente sono tornata! Sinceramente volevo scrivere di più, ma poi una vocina detta "pigrizia" mi ha sussurrato: "ma sei impazzita?!" e io le ho dato ascolto. Mi piacerebbe tanto tanto che mi lasciaste un commento, se vi piace la storia e se apprezzate come procede, o se vorreste cambiare qualcosa. Mi dispiace per chi shippa questa coppia (anche io, ah...) ma avrà una brutta sorpresa, e d'altra parte non posso cambiare radicalmente le cose, ho messo Hope perché con Hope finirà, a buon intenditore poche parole. Ora vado, bacioni

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