sabato 27 dicembre 2014

Chains and Broken Dreams

POV Nate

- Non mi lasciare, Will - dico con voce implorante, ma lui non risponde. Siamo vicini, eppure è distante.

Mi perdo nei suoi occhi e vengo travolto dalla corrente impetuosa dei suoi pensieri, così immensi da essere impossibili per me, ed intanto annego nella profondità del suo sguardo, della sua anima, che sembra ritrarsi e sfuggire, come un animale selvatico che rifiuta il contatto umano.

Capisco che dovrei lasciarlo andare, che Will non è come chiunque, lui non ha alcun reale bisogno del contatto umano, è un'anima diversa fra tante che per respirare, per vivere, ha bisogno di sentire il vento in faccia e la penna che gratta la carta mentre rincorre i pensieri del cuore.

Ma non posso lasciarlo andare perché al suo contrario io ho bisogno del calore e dell'affetto che mi può dare, e so che se non mi fosse più accanto lentamente perirei, come con soffocata malinconia perisce un animale da troppo tempo in gabbia, una persona malata d'amore.

Intreccia lentamente le dita alle mie, e torna a posare lo sguardo sulle mie labbra.

- Ti do il diritto di rinfacciarmelo quante volte vorrai, di dirmi "te l'avevo detto", di buttarmi fuori di casa, di fare qualunque cosa tu voglia, se mai lo farò - dice, accennando un sorriso.

- Non mi basta, ma farò finta che vada bene così - ribatto lentamente, cercando di sfuggire, a disagio, dal suo sguardo che fissa insistentemente la mia bocca.

La apro, la richiudo, non so cosa aggiungere e lui non mi da alcun appiglio; ma alla fine è Will a rompere il silenzio:

- Voglio solo dire, che nulla è per sempre - mormora, quasi come se cercasse di ricordarlo più a se stesso che a me.

- E allora approfitta del tempo, perché non torna - dico tornando a guardarlo, un po' intimorito, come quando si guarda una fiera allo zoo.

I suoi occhi scuri si colmano di calore e mi bacia per l'ennesima volta, togliendomi il fiato, i pensieri, le angustie.

Nulla di tutto ciò mi basta, ma ora che l'ho ottenuto mi va bene così, penso infine, mentre gli cingo il collo con le braccia e inspiro a fondo il suo odore forte, dolce, di casa e libri.

-

Note dell'autrice:
ha nevicato, oh sì. Per poco non mi mettevo a saltellare su e giù, come una tenera infante... ma bando alle ciance e ciance alle bande (cit. Denis, ihihi, cagami), quest'atmosfera con neve è più elettrizzante, no, magica del Natale! Mi invoglia a scrivere, yea. Però ora vado a gi-... affari miei, ciau.

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