lunedì 29 dicembre 2014

Chains and Broken Dreams

POV Will

La camera è immersa nel silenzio, tant'è che si può udire il lieve respiro l'uno dell'altro e il battito accelerato di entrambi, il buio che cala lentamente sui nostri volti celandone l'espressione ma non gli occhi, che luccicano come stelle.

Nate si muove contro il mio petto, stringendomi il collo con le braccia sottili ma forti, e lo sento sospirare vicino al mio orecchio.

- Cosa c'è? - sussurro, sentendo uno strano calore agitarsi nello stomaco.

- Ho sonno, Will - mormora in risposta, afferrando con poca delicatezza una ciocca dei miei capelli e tirandola piano. È abbastanza fastidioso, ma al contempo piacevole, così piacevole da non farmi emettere alcuna protesta o lamento.

- Vuoi andare a letto? - domando, sentendomi comunque un po' stupido per l'ovvietà.

- Solo se vieni anche tu... - dice, smettendo di giocare con i miei capelli. Stacca le braccia dal mio collo e a tentoni cerca un'altra parte di me dove poggiarle, infine trova le mie gambe e vi ci poggia le mani, fredde come un blocco di ghiaccio. Vengo colto da un brivido, ma resto in silenzio.

- Resisti ancora un po', okay? - mormoro a bassa voce, così piano che non sono nemmeno sicuro che mi abbia sentito.

- Va bene... racconta una storia - ordina, e nonostante sia piuttosto buio sono sicuro che sta sorridendo.

- Ma io... - inizio, subito interrotto da Nate, che mi poggia l'indice gelido sulle labbra.

- Avanti, mio poeta... - m'incalza, lasciandomi un veloce bacio a fior di labbra.

- E va bene - acconsento infine, pensandoci giusto un attimo

- Era il giorno di Natale, e un ragazzino se ne stava tutto solo a fissare la stanza priva di decorazioni natalizie... - comincio, perdendomi fin da subito nei ricordi. Nate mi rammenta ogni tanto che c'è con un mugugno o una pacca, ed io vado avanti finché non mi viene un dubbio; sto zitto per un po', a farmi compagnia solo il silenzio.

Nate dorme beato sulla mia spalla, le labbra lievemente increspate in un sorriso e il respiro calmo, di chi dorme senza una preoccupazione.

Sorrido anch'io e, guardandomi in giro nonostante sappia che non c'è nessuno a parte noi due, gli do un furtivo bacio sulla fronte, sussurrando "buonanotte, Nathaniel".

-

Note dell'autrice:
non so, ma ho l'impressione di aver scritto questo capitolo malissimo. Sono insoddisfatta. Ma vabbe', oggi è il 29 dicembre! Domani è il penultimo giorno dell'anno, dove vi scriverò lo Speciale di Fine Anno... anche se il 31, strano ma vero, non farò assolutamente nulla, augurerò giusto "Buon 2015" a mezzo mondo e farò il conto alla rovescia con qualcuno, il tutto immersa in una splendida monotonia. Baci

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