giovedì 1 gennaio 2015

Chains and Broken Dreams

SPECIALE DI FINE ANNO - Parte seconda

(NO POV)

Era il primo giorno dell'anno nuovo, e fuori albeggiava. Un brivido freddo colse Will e s'insinuò nel calore delle coperte che coprivano lui e Nate, facendolo contorcere e sbadigliare.

Si tirò per metà fuori dal letto e aprì nuovamente la bocca in cerca di ossigeno, stropicciandosi un occhio quanto bastava per leggere l'ora sulla sveglia: le sette.

Sbuffò, assonnato, e puntualmente un mal di testa atroce venne a fargli visita, rammentandogli la notte passata. Non ricordava assolutamente nulla, a parte tanti baci, qualche lacrima, un po' di parole confuse, e qualche goccetto di troppo, che avevano portato entrambi a fare cose che da lucidi avevano dell'assurdo, decisamente poco consone al tipo di relazione che volevano mantenere. O almeno, che lui voleva mantenere.

Si voltò a fissare Nate che, seminudo, gli teneva una mano sullo stomaco e intanto dormiva beato, con la bocca socchiusa.

All'improvviso si girò sulla pancia, mugugnando qualcosa come "torna a dormire, Will" ed emettendo poco dopo un verso simile ad un singhiozzo, quindi affondò il viso nel cuscino e tornò nel mondo dei sogni.

Il moro scoppiò a ridere, subito punito da una fitta alla testa che gli deformò il viso in una smorfia dolorante. Festeggiare ogni tanto non era proibito, ma ieri avevano un po' esagerato.

Un po' tanto, pensò Will, guardando la desolazione nella loro camera: vestiti sparsi qua e là, bottiglie vuote, e il suo cellulare che faceva capolino da sotto una t-shirt malconcia.

In quel momento un telefono iniziò a trillare in un modo fastidiosamente irritante, ma il ragazzo era ancora mezzo addormentato e si convinse che presto avrebbe smesso. Stava per rimettersi a dormire, quando Nate gli artigliò un polso farfugliando qualcosa di sconnesso.

- Cosa...? Ehi. Ehi, ripeti - lo esortò, un poco infastidito.

- RISPONDI - ordinò Nate in tono seccato, e si rigirò dall'altra parte tappandosi le orecchie col cuscino.

- Cos-...? No! È il tuo cellulare, rispondi tu! - sbottò Will, sorpreso dalla pigrizia del compagno.

Nathaniel grugnì, si scrollò dal piacevolissimo calduccio del letto e si tirò a sedere; Will si scostò per farlo passare, ma mentre l'altro scendeva, ebbe un cedimento e si spiaccicò di faccia sul pavimento, provocando una fragorosa risata da parte di Will, che si tenne la pancia per qualche attimo, prima di fare l'ennesima smorfia per il mal di testa.

- Non ridere delle disgrazie altrui - lo redarguì Nate, prima di accigliarsi e guardarlo attentamente - oltre che è colpa tua, anche tu non mi sembri messo benissimo... - continuò, e Will, sconfitto, abbassò il capo e borbottò qualcosa.

- Mi sa che abbiamo un po' esagerato, ieri - commentò a bassa voce il moro, senza accennare ad alzare la testa.

- Non mi pento di nulla - ribatté Nate con tono di sfida, a testa alta, guardandolo dritto negli occhi, e dando atto di ricordare benissimo la notte passata. Spense il cellulare e attese qualche attimo.

Will non rispose, colpevole, e strizzò le coperte fra le mani.

- Sai Will, dovresti lasciarti andare un po' più spesso... sei davvero un'ottima compagnia quando sei ubriaco - asserì fintamente innocente Nate, dato che l'altro non accennava a parlare.

- Cosa... cos'ho detto ieri? - domandò allibito, sgranando gli occhi all'inverosimile.

Il castano gattonò fino al letto e gli sussurrò qualcosa all'orecchio, malizioso.

Will arrossì violentemente, emise un verso strozzato e poi sparì sotto le coperte, promettendo a se stesso che quella sarebbe stata l'ultima volta che si lasciava intenerire dagli occhioni lucidi di Nathaniel e dall'euforia dell'ultimo dell'anno.

-

Note dell'autrice:
mentre ero in giro, non si parlava che di Capodanno, primo dell'anno e doposbornia, tutte cose così. E allora ho pensato "perché no?". Dai ragazzi, ci stava Will e Nate che ubriachi, fanno di tutto e di più... ma non entriamo nei dettagli, ah. Spero che vi piaccia e be', se non vi piace, smettete pure di leggere, non vi uccido. Baci

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