lunedì 26 gennaio 2015

Chains and Broken Dreams

POV Will

È una giornata assolata, anche troppo calda per la stagione in cui ci troviamo; il cielo è terso e non v'è nemmeno una nuvola, come in questo momento fra me e Nate. A voler precisare, un piccolo problema ci sarebbe, ma non me ne curo.

Al momento, la mia priorità è il ragazzo a cui sono appoggiato, il naso sprofondato nei suoi capelli chiari e un braccio abbandonato mollemente sulla sua coscia, dove non lo disturbo.

Il suddetto ragazzo difatti sta lavorando alacremente da non so quanto tempo, con io che gli ciondolo addosso pigramente. Se fosse per me sarei già uscito a fare una passeggiata per svegliarmi un po' e raccogliere nuove idee per scrivere qualche verso, ma ho deciso recentemente di dedicare qualche attenzione in più a questo paranoico e geloso cucciolo.

La fastidiosa voce della coscienza mi rimbrotta al termine sopra citato, ricordandomi che non siamo una coppietta gay di un manga per ragazzine sbavanti, bensì dovremmo essere un serio poeta fidanzato e il suo padrone di casa, nonché migliore amico da tempo immemore.

Ed ecco giungere il problema sotto forma di cellulare vibrante, cui mi accingo a sbloccare e a guardarne scocciato il display. Ventisette messaggi non letti da parte di Hope.

"Non ti sembra di esagerare un poco, Hope?"

Apro il primo della lista.

"Will, ehm, so che forse sei ancora un po'... imbarazzato per ciò che è successo ieri, ma, ecco, richiamami quando hai voglia di parlare. Hope"

Sbuffo piano, cercando di non farmi udire da Nate, e ne apro un altro.

"Will, tutto bene? È okay se hai da fare o altro, solo volevo sapere se stai bene. Hope"

E un'altra ventina di messaggi tutti uguali, ognuno seguito da un sospiro o uno sbuffo sempre più sonoro.

Uno degli ultimi, varia un po':

"Sono qui quando vorrai parlare, okay? Ah, e ti amo. Hope"

Non appena leggo l'ultima parte, un sorriso si allarga sul mio volto.

"Be', al momento sono qualcuno che amo di più... mi chiedo se sarò mai capace di affermare lo stesso a te, Hope, con la tua medesima sicurezza e sincerità" penso continuando a sorridere.

- Si può sapere che c'è? - sbotta improvvisamente Nate, torcendo il collo per guardarmi in viso, scoccandomi un'occhiata di traverso.

- Niente, assolutamente niente - mento spudoratamente, e il cellulare vibra di nuovo.

Nate lo guarda con sospetto mentre io sbircio rapidamente il nuovo messaggio. Ancora Hope.

- Il tuo "niente" fatto di sbuffi, sospiri e quello strano sorriso non mi convince per niente, quindi signor Will Valentin mi spieghi qual è il problema... - ribatte caparbio, giusto prima di percepire un'ulteriore vibrazione da parte dell'apparecchio telefonico.

Mordendomi il labbro, lo spengo. Ora è Nate la persona su cui mi devo concentrare.

- Allora? - mi incalza, guardandomi con un sopracciglio inarcato. Qualcosa nella sua espressione lievemente divertita mi manda una strana sensazione.

- Non dovevi lavorare? - chiedo, facendo finta di non averlo sentito.

- Non si risponde a una domanda con un'altra domanda; ora mi spieghi perché sei così strano? - domanda, nello sguardo un fondo sempre più di malizia.

- Zitto e lavora - lo rimbrotto, al che lui scuote la testa.

- Ma neanche per sogno! - sbotta, un sorriso sempre più evidente e malcelato inizia ad apparire sul suo volto.

- Mi dici cosa devo fare per farti stare zitto?! - esclamo, fintamente esasperato.

- Un modo ci sarebbe... ma non puoi saperlo finché non lo trovi - dice, sfacciato, poi di colpo si volta e torna a scribacchiare.

Sbuffo, sorpreso dalla sua impertinenza che così poco gli si addice, ma che lo rende ancor più adorabile ai miei occhi.

Volano matite e carta, il mio cellulare; nella stanza risuona un grido soffocato poi risate, mentre gli faccio il solletico e lui cerca di sfuggirmi, gridando "No ti prego Will, il solletico no!!!" ma è tutto inutile e infine ci ritroviamo a baciarci con passione ardente, gli occhi che brillano di felicità e amore, le orecchie che si riempiono di parole sussurrate col cuore, le quali il vento porterà dove più gradirà e forse un giorno torneranno a noi, per ricordarci che l'amore è l'amore, non ha tempo né età, colore né sesso, è un sentimento irrazionale cui non puoi rifilare un'etichetta, perché infinitamente grande rispetto a noi, infinitamente stupendo come questo ragazzo che ora si stringe a me mormorando il mio nome, incatenandomi sempre più al suo cuore.

-

Note dell'autrice:
-12! Okay, stasera avevo voglia di dolcezza, dato che domani sono impossibilitata a postare perché ho una mezzora - o più- supplementare di teatro. Spero sarete felici di sapere che ho già in mente una super fanfiction da scrivere dopo le innumerevoli altre che ho in mente, con dei personaggi speciali e anche uno molto amato di CABD. A presto, un bacione

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