mercoledì 28 gennaio 2015

Chains and Broken Dreams

POV Nate

Attorno a noi è tutto un cinguettare di uccelli, il vento alpino soffia fra le chiome del verde lussureggiante cui ci circonda, e lo zampillare rilassante d'un placido fiumiciattolo che sfocia in un laghetto sulla cui sponda siamo seduti comodamente io e Will.

Perché siamo qui? Avevo già pensato di godermi il tempo che passiamo insieme nel miglior modo possibile, dato che ho il cattivo presagio cui presto non potremo più farlo, ma stamattina Will sembrava piuttosto di buonumore, così quando mi ha proposto questa breve gita di una giornata non ho resistito e ho accettato.

Sediamo l'uno accanto all'altro, la sua mano grande e incredibilmente calda poggiata sulla mia. Il silenzio che ci avvolge è un silenzio rilassato, forse perché anche noi siamo rilassati e questo posto ci fa sentire in pace col mondo, o almeno io mi sento così.

Ma le cose belle non sono destinate a resistere nel tempo, sembrano durare poi lentamente si sfaldano, fino a distruggersi all'improvviso, e fa male, anche se lo sanno tutti che va a finire in questo modo.

Puntualmente il silenzio fra di noi si fa teso, finché Will non si decide a romperlo:

- Mi sento così vivo, qui - dice, girando il capo verso di me e sorridendo. È un sorriso palesemente falso, eppure colgo nei suoi occhi una sfumatura di onestà, in netto contrasto col fatto che per lui è semplicemente impossibile essere davvero felice. Stira le lunghe gambe verso il laghetto, continuando a guardarmi.

Sto per replicare "anch'io", poi ci ripenso e chiudo la bocca con un sonoro sbattere di denti.

- Non c'è bisogno di mostrarmi le meraviglie della natura, Will... - mormoro, concentrandomi sull'espressione del suo sguardo, così espressivo e mutevole, come il tempo. Sta per dire qualcosa, ma lo interrompo.

- Perché davanti a me ho l'unica meraviglia del mondo che mai vorrei contemplare - concludo, beandomi dell'imbarazzo che tinge di rosso le sue guance, gli occhi scuri cui si fanno appena più grandi, colmi di piacevole sorpresa.

Ma è solo un attimo, perché con dolcezza si china su di me e mi coinvolge in un bacio altrettanto dolce, colmo di passione, che mi lascia senza fiato.

Se me lo chiedessero, giurerei di aver appena sfiorato il paradiso con un dito.

- Non ho bisogno delle parole per giurarti amore eterno - sussurro sulle sue labbra, che finalmente si schiudono in un sorriso vero. Mi abbraccia delicatamente, come si farebbe con un oggetto fragile, un tesoro prezioso.

- Non desidero nulla, non voglio nulla, ma se mi domandassero di esprimere una richiesta chiederei che tu sorrida per sempre - replica con voce rotta al mio orecchio, poi torna a baciarmi.

Il mio cuore accelera il battito, infine si adegua a quello di Will. È una scarica di pura felicità quella che pervade ora il mio corpo, mentre una voce lontana, nella mia mente, mi lancia un monito: tutte le cose belle finiscono. Il nostro amore è troppo grande anche per noi, ormai, presto ci sfuggirà di mano, come il mare che impetuoso ti sbatte a riva con un'onda più forte delle altre, un'onda improvvisa. E quando lo farà, sarà già troppo tardi.

-

Note dell'autrice:
-11! Buona sera carissime/i, vi piace il cappy? Sì? Okay, lo so, sto sprofondando immensamente nel fluff, ma, be', non mi importa più di quel tanto. Insomma, alea iacta est (il dado è tratto)! Cercherò di postare tutti i capitoli mancanti regolarmente, ma può darsi che impegni vari lo impediscano, dunque di sicuro durante le vacanze finirò. Un abbraccio

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