sabato 31 gennaio 2015

Chains and Broken Dreams

POV Nate

Un brusio indistinto, futili chiacchiere, giunge al mio orecchio; non do attenzione ai miei colleghi cui discutono allegramente fra loro, ignorandomi. È meglio così, anzi.

- Ehi Nathaniel, cosa c'è? Sei depresso? Ti ha mollato la ragazza? - chiede qualcuno, senza aspettare la mia risposta, e giù a sghignazzare. "Molto peggio" vorrei dire, invece mi limito a digrignare i denti, poi guardo l'orologio: il mio turno è finito e posso finalmente sfuggire a quest'inutile supplizio.

Mi alzo di scatto dalla sedia, mentre tutti mi guardano stupiti. Sto uscendo, quando qualcuno mi sfiora una spalla:

- Oh, non te la sarai presa? Stavamo scherzando! - esclama colui cui ora mi sta fermando. Non rispondo, furente, e mi limito a scrollar via la sua mano dalla spalla. So di essere stato scortese e so anche che tutti gli sguardi allibiti degli altri sono puntati su di me, ma non posso farci nulla.

Sono stufo di non poter fare ciò che voglio.

Entro nell'appartamento: tutto tace, tant'è che penso che Will sia già uscito. Sto sospirando di delusione, quando ecco che lo trovo in camera nostra. Ha un'espressione fintamente gioiosa e al contempo assorta stampata in viso, mentre contempla un mucchio di magliette tutte uguali gettate alla rinfusa sul pavimento.

- Oh, Nate! Sei tornato presto, oggi! - dice, sorridendo ulteriormente. Come appare finto...

- A quanto pare... - borbotto, cercando di concentrarmi sui vestiti riversi a terra e non sui suoi occhi neri.

- Be', stavo uscendo, dunque... - in imbarazzo, evita anche lui il mio sguardo.

Non gli chiedo dove va, è inutile. Mi limito ad annuire, rimanendo a testa bassa. Will pare accorgersi del mio stato d'animo così distrutto, perché difatti abbandona per un attimo le magliette e mi si avvicina:

- Dai, non è come se me ne stessi andando per sempre! - esclama, ancora con questa rivoltante forzata allegria. Mi carezza una guancia e io mugolo svogliatamente.

Non se ne sta andando per sempre, lo so anch'io, ma se ne sta andando, è questo il punto.

- Torna presto... - mormoro, sentendo le lacrime affiorare agli angoli degli occhi. Perché deve fare così dannatamente male?

- Certo, dolcezza - replica dolcemente, non smettendo di mostrarmi quello stupido sorriso più finto di una Barbie. E da quando mi chiama dolcezza?!

Mi da un breve bacio sulle labbra, allungando appena la mano in un saluto altrettanto breve. Qualcosa dentro di me strilla come un animale ferito a morte, ed inconsciamente mi aggrappo a quelle lunghe dita che mai potrò davvero lasciar andare.

Will si volta a guardarmi, stupito, ma non ha il tempo di dire una sola parola perché lo bacio intensamente, le lacrime che pizzicano gli angoli delle nostre bocche. Mi aggrappo a lui come l'ancora di salvezza qual è, non voglio lasciarlo andare.

- Torna presto davvero, idiota -  dico con voce rotta, mollando di colpo la presa sulla sua maglietta. Annuisce, senza più avere quell'espressione allegra.

Quando esce, nella stanza resta solo il silenzio assordante rotto unicamente dai miei singhiozzi e dal suono che fanno le mie ginocchia cozzando contro il pavimento.

È così vuoto e incolore, qui, senza Will. Allungo la mano, spero che l'afferri lui, ma è inutile. È uscito. Per quanto mi aggrappi alla catena, la mia resta solo l'ombra di qualcuno che sta lentamente diventando nessuno, perdendomi nei meandri più oscuri di me stesso mentre i demoni dell'anima mi portano sempre più giù, fino ad annegare nell'immensità dello sconosciuto, dove nessuno mi può sentire, nessuno, nemmeno Will, mi può salvare.

-

Note dell'autrice:
-9! KYAAAAAAA, solo io sono elettrizzata perché mancano così pochi capitoli? La canzone di oggi era appunto 'Shadows', sempre di Sebalter. Non ci posso fare niente, stanno diventando un'ossessione quelle canzoni. Oggi avevo voglia di un po' di tristezza, come dovrebbe essere. Piaciuto il capitolo? Baci

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